“Quello che abbiamo vissuto con il Coronavirus, ci ha messo paura e ci ha trovato fragili”. Queste alcune delle parole del Vescovo Vittorio Viola, stamattina in un Duomo strapieno di gente, con tante autorità fra cui il Sindaco Federico Chiodi, il vice Fabio Morreale, il Presidente del Consiglio Giovanni Ferrari Cuniolo, l’assessore Luigino Bonetti, il comandante dei Vigili Urbani Orazio Di Stefano e tante altre autorità oltre ai rappresentanti delle associazioni, dei parenti e di tanti tortonesi che hanno voluto ricordare le tante persone che durante l’emergenza Coronavirus non hanno potuto avere un funerale.

Una messa solenne, celebrata dal vescovo Vittorio Viola, visibilmente commosso e sempre vicino ai tortonesi e alla città.


Un Vescovo come pochi, partecipe del Dolore dei cittadini e un Vescovo con la V maiuscola, come se ne vedono pochi che sa toccare le corde delle persone ed entrare nel vivo dei sentimenti della gente, dovute al suoi carattere che lo hanno portato ad essere frate francescano più che sacerdote.

“Sentivamo il bisogno di ricordare tutti i nostri cari che non hanno avuto il suffragio – ha detto ad inizio di celebrazione il Vescovo – abbiamo molte cose da deporre su questo altare e soprattutto la fatica che abbiamo avuto di non poter stare loro accanto alla fine. Tutti abbiamo vissuto tempi difficili, ma abbiamo saputo mettere in campo gesti buoni, come l’attenzione verso l’altro. e la solidarietà dimostrata da tante persone.”

“L’elenco dei morti è lungo – ha aggiunto Viola all’inizio della funzione religiosa – ma non siamo qui per celebrare il dolore, siamo qui per sentire la parola che dà forza al nostro dolore.”

Il Vescovo, poi ha ringraziato tutte le associazioni e i volontari che nel periodo dell’emergenza Coronavirus si sono prodigate per gli altri, molte delle quali erano presenti in chiesa con un proprio rappresentante.

Molto toccante è stata l’omelia, con Vittorio Viola che ha detto parole forti sottolineando l’importanza di certi aspetti e la mancanza di quella vicinanza indispensabile nei rapporti umani.

“Vi siete accorti in questi mesi – ha detto Vittorio Viola durante l’omelia – come ciò che abbiamo vissuto abbia setacciato le nostre parole? Cioè – ha spiegato il capo della Chiesa Tortonese – come non ci si può accontentare di una semplice parola di conforto, perché abbiamo bisogno di una paca sulla spalla, di una parola che possa metterci a confronto con la durezza della vita. Più semplicemente noi abbiamo bisogno della Sua parola, la parola di Dio, perché è una Parola che vuole entrare dentro di noi e dice qualcosa a tutti.”

“La Parola – ha concluso Vittorio Viola – deve raggiungere il nostro luogo profondo, dove prendiamo le decisioni. Noi non siamo fatti per la morte ma siamo segnati per la vita e la morte è una contraddizione. Per questo oggi non siamo qui a custodire il ricordo dei nostri cari ma siamo qui nella certezza che grazie alla Resurrezione di Gesù i nostri cari sono vivi, perché c’è una comunione che non si separa ed è l’amore.”