Lo abbiamo scritto ieri: per colpa del virus Tortona ha perso tante manifestazioni fra cui l’edizione primaverile del “Perosi Festival” che però non è morto, anzi.

Il Direttore artistico della rassegna, Don Paolo Padrini, infatti, è già al lavoro per preparare l’edizione autunno/inverno del Festival che, seppur non potrà essere come quelle alle quali ci aveva abituato negli anni scorsi, con la presenza di prestigiose orchestre, sarà ugualmente di alto prestigio perché la musica dal vivo e i concerti con la partecipazione fisica delle persone ci saranno ancora.


“Dalle ceneri – dice Don Paolo – bisogna rinascere e il mio desiderio è quello di continuare a lavorare per il bene della città di Tortona e farò il massimo sforzo per garantire a tutti i cittadini, la fruizione di concerti nel nome di Perosi e, come sempre di alto livello.”

Naturalmente non si conoscono ancora le indicazioni che arriveranno dal Governo su come, in autunno e inverno, potranno essere organizzate manifestazioni del genere ma è probabile che dovrà continuare ad essere garantita la cosiddetta “distanza sociale” sia tra chi salirà sul palco per esibirsi, sia tra uno spettatore e l’altro, pregiudicando di fatto l’affluenza ad un evento che sarà di molto inferiore a quella che prima del virus era la capienza.

E’ chiaro che in quest’ottica anche gli artisti sul palco non potranno essere numerosi per cui è impensabile – almeno per qualche tempo – rivedere concerti di grandi orchestre e con molti elementi.

“Il nostro obiettivo – però – aggiunge Don Paolo – è quello di fare in modo che qualitativamente il Perosi Festival possa sempre proporre artisti di grande livello internazionale e stiamo lavorando in questa direzione.”

Poche persone sul palco significa pochi orchestrali, ma questo farà lievitare di sicuro la caratura di coloro che si esibiranno.

Concertisti di indiscussa bravura ma quante persone potranno assistere ad eventi così importanti, visto che ci sarebbero tantissime richieste?

“Tutti ovviamente sono in attesa di disposizioni da parte del Governo – aggiunge Don Paolo – ma proprio perché potranno sussistere ancora inevitabili restrizioni – si sta pensando, oltre a garantire l’afflusso più contenuto di persone rispetto ai concerti degli anni precedenti, a nuove forme di diffusione. Stiamo lavorando a qualcosa di innovativo e poco utilizzato nel mondo dello spettacolo, che però sarebbe in grado di raggiungere capillarmente ogni individuo.”

L’idea potrebbe essere la realizzazione di un specifica “Piattaforma digitale” accessibile da ogni dispositivo elettronico per vedere i concerti con la possibilità di trasmetterli o in contemporanea o in streaming grazie al supporto tecnologico di Radio PNR.

Una piattaforma di diffusione libera e aperta a tutti, non solo per Perosi e i suoi concerti, capace di favorire l’uso della cultura, che potrebbe fungere anche da importante veicolo di promozione per la città di Tortona.

“Un progetto – conclude Don Paolo – nel quale vorremmo, a partire dal nostro gruppo, coinvolgere molte realtà.”

Ebbene, se il Coronavirus ha portato scompiglio in tutto il mondo, non solo causando stragi con centinaia di migliaia di morti ma anche cancellando tante manifestazioni e mettendo in discussione il futuro di tanti lavoratori dello spettacolo, Tortona non si arrende e va avanti nei progetti, traendo spunto da questa crisi mondiale per trovare nuove soluzioni; amalgamando la socialità tradizionale che continuerà ad esserci magari con alcune limitazioni, a nuove forme di aggregazione sociale, attraverso la tecnologia e francamente non posiamo proprio immaginare chi, meglio di Don Paolo Padrini potrà riuscirci, visto che è stato il primo che con internet creò il breviario elettronico mettendo la tecnologia al servizio della cultura.