Quante volte tocchiamo una maniglia, i tasti dell’ascensore, un interruttore o tante altre cose di plastica?

La domanda viene spontanea leggendo un articolo di Roberto Burioni Professore Ordinario di Microbiologia e Virologia Dottore di Ricerca in Scienze Microbiologiche Specialista in Immunologia Clinica ed Allergologia all’Università dell’ospedale San Raffaele di Milano (quello dove si cura anche Silvio Berlusconi tanto per intenderci) che, insieme a Nicasio Mancini mette in evidenza dati preoccupanti sul Coronavirus che resiste fino a tre giorni sulle superficie di plastica e fino a 48 ore sull’acciaio che sono i due materiali più utilizzati nei luoghi pubblici.


Pensate a maniglie, carrelli dei supermercati, telefono cellulare, tastiera del pc, tasti dell’ascensore, interruttori e tantissime cose che tocchiamo quotidianamente ogni giorno e non sappiamo chi prima di noi le abbia toccate.

Di qui la necessità di stare più attenti, di disinfettarsi le mani e di non toccarci occhi, naso e altro.

“I materiali più “inospitali” per il virus – si legge nell’articolo -sono risultati essere il rame e il cartone con un dimezzamento della capacità infettiva in meno di due ore per il primo materiale e entro 5 ore abbondanti nel caso del secondo. Un abbattimento completo dell’infettività è stato osservato rispettivamente dopo le 4 ore per il rame e le 24 ore per il cartone.

Più lunga la persistenza sulle altre due superfici. Sull’acciaio inossidabile la carica infettante risultava dimezzata solo dopo circa 6 ore, mentre ne erano necessarie circa 7 per dimezzarla sulla plastica. Questo dato si associava a un tempo decisamente più lungo, rispetto ai primi due materiali, per osservare un completo azzeramento dell’infettività: almeno 48 ore per l’acciaio e 72 per la plastica. Il rischio, quindi, diminuisce notevolmente al passare delle ore ma non si annulla se non dopo qualche giorno.

Il dato è importante, ma ancora preliminare e da confermarsi con altri esperimenti. In ogni caso, e a maggior ragione, noi continuiamo con il solito mantra: isolamento sociale (nostro), massima igiene delle mani e delle superfici (ricordiamo che il virus è completamente inattivato da acqua e sapone e da altri detergenti) e evitiamo di  toccarci (e farci toccare) il viso. Avremo modo di rifarci quando tutto questo sarà finito.”

L’articolo completo lo potete leggere al link https://www.medicalfacts.it/2020/03/16/coronavirus-quanto-resiste-sulle-varie-superfici/?fbclid=IwAR1L0aXUpDT5i63Eijxf6QXLQYoWrxGqXXNfeQuQfFAb9HVTBH_vZ_uzJU0