Ci sono persone che pur avendo una certa età riescono ad essere sempre straordinarie.

Persone che sembrano senza tempo perché malgrado gli anni, non solo continuano a lavorare ma sono sempre in evoluzione e guardano al futuro come se dovessero vivere in eterno.

Giuseppe Mutti, noto imprenditore tortonese scomparso stamattina, venerdì 20 settembre, all’età di 92 anni era una di queste.

Apprenderne il decesso è stato un grande dispiacere, perché pur avendolo conosciuto personalmente solo pochi anni fa, sono rimasto profondamente colpito dalla straordinarietà della persona che avevo davanti.

Mi perdonino i lettori se lascio a fine articolo la cronaca spicciola dei funerali e delle altre notizie che si danno in queste occasioni ma l’uomo appena scomparso merita molto di più che un semplice articolo sul giornale o il cordoglio di mezza città; solo chi ha conosciuto Giuseppe Mutti, infatti, può comprenderne la grandezza.

Sua è la costruzione di tutto il Quartiere Oasi, della scuola “Rodari” del Centro commerciale “Oasi” e i tantissimi altri edifici, ma la sua grandezza stava nell’umiltà.

Poteva vivere di rendita, ma lui amava il suo lavoro e amava soprattutto realizzare qualcosa di nuovo.E per questo non aveva mai smesso di lavorare.

Ogni volta che mi recavo presso la sede della Sim.co. per rinnovare il contratto pubblicitario per Oggi Cronaca o per altri motivi, lui mi fermava e si metteva a parlare con me, col giornalista di Tortona, col quale, forse, cercava di condividere l’amore per la città e la ricerca continua dell’innovazione, visto che 9 anni fa avevo creato il primo giornale online di Tortona e quello più letto.

Mi faceva vedere i progetti. La prima volta che lo incontrai mi illustrò quello del grande parco parallelo a via Emilia nord, che aveva donato alla città e che vedete nell’immagine in alto.

Mi sorprese raccontandomi con quale cura aveva scelto gli alberi e le essenze da piantumare, la collocazione delle panchine e la posa degli alberi in modo e facessero ombra quando il sole arrivava in un certo punto.

Nulla era lasciato al caso.

Un giorno mi fece vedere il pavimento davanti al suo ufficio: “I marciapiedi nelle città si rompono spesso – mi disse – perché non vengono realizzati a regola d’arte; ma lo sa quanti anni ha questo? Otre mezzo secolo. Ero in Cina e vidi che esistevano marciapiedi che non si rompevano mai, chiesi come erano fatti e portai in Italia questo sistema.”

Potrei raccontare molti altri aneddoti della persona straordinaria che era Giuseppe Mutti, uno dei primi in Italia ad adottare il fotovoltaico sopra il Megaplex Stardust e a credere nella termodinamica e nelle fonti rinnovabili a tal punto da realizzare edifici senza caldaia, ma preferisco ricordarlo per l’incredibile personalità che aveva e l’uomo che era: un imprenditore lungimirante e incredibile nominato imprenditore dell’anno dalla Camera di Commercio solo nel 2017.

La sua visione della città e del futuro forse non è mai stata compresa appieno così come molti tortonesi, forse, non hanno compreso la grandezza dell’uomo e dell’imprenditore.

Mi auguro possa farlo il Comune, intitolandogli una via o una piazza, perché lo merita senz’altro.

Angelo Bottiroli

Giuseppe Mutti era nato il 9 febbraio 1927, e abitava alla frazione San Ruffino di Sarezzano.

Lascia la moglie Maria Rosa e i tre figli maschi: Pietro Paolo, Fabrizio e Marco Luca oltre a nuore,  nipoti, un cognato e tanti parenti.

Il rosario  sarà recitato domani sabato 21 settembre, alle ore 19  nella chiesa del Sacro Cuore, all’Oasi, e domenica 22 (ore 20.30) nella chiesa di Sarezzano.

I funerali invece avranno luogo lunedì 23 settembre alle ore 10.30 nella chiesa del Sacro Cuore a Tortona. La salma sarà poi  tumulata  nel cimitero di Sarezzano

In attesa delle esequie la salma si trova presso la Casa Funeraria Cadirola lungo la statale per Genova a Tortona e sarà possibile farle visita nei seguenti orari: sabato dalle 9 alle 19 e domenica dalle 9 alle 12,30 e dalle 15 alle 19.