Le pensioni di reversibilità percepite da cittadine extracomunitarie residenti in provincia di Alessandria sono aumentate del 163% in 10 anni: dietro alle albanesi e marocchine (le cui comunità di appartenenza sono ampiamente diffuse nel territorio) troviamo nell’ultimo decennio un “boom economico” a favore di ecuadoregne, brasiliane, filippine, russe e ucraine che hanno “ereditato” il trattamento pensionistico in qualità di coniuge superstite del marito che percepiva la pensione ed è morto. 

Nel 2008 erano 176 le pensioni erogate ai superstiti di nazionalità extra-UE, di cui 59 a donne albanesi, 41 marocchine e 10 russe; nel 2017 i trattamenti di reversibilità sono stati 463, ripartiti tra 186 donne albanesi, 76 marocchine, 27 ucraine (5 nel 2008), 19 ecuadoregne (5 nel 2008), 15 russe (10 nel 2008), 13 filippine (4 nel 2008), 12 brasiliane (5 nel 2008), 12 macedoni (1 nel 2008), 9 moldave (nessuna pensione nel 2008).


Il “record” tra gli importi ammonta a 34.375 euro lodi annui di cui beneficia una cittadina ucraina di età compresa tra i 35 e 39 anni.

Tra gli importi immediatamente inferiori, compresi tra 20 e 30mila euro troviamo 7 assegni, riconosciuti a 2 cittadine del Marocco (una di età compresa tra i 40 e 44 anni percepisce 27.069 euro e una di età compresa tra i 50 e 54 anni di 20.744 euro).

Poi c’è una pensione a beneficio di una cittadina albanese di età tra i 40 e 44 anni pari a 25.947 euro lordi annui e una pensione a una cittadina cilena di oltre 60 anni che percepisce una reversibilità di 21.392 euro.

Sono invece 32 gli assegni di importo 14.104 € lordi annui di cui beneficiano 11 albanesi, 5 marocchine, 3 dominicane (1 di età 45/49 anni e 2 ultra60enni), 2 nigeriane (una 35/39enne e una 50/54enne), 2 moldave (una di età 30/34 anni e una di 45/49 anni) e 2 indiane (una di età 40/44 anni e una di 50/54 anni).

In provincia di Alessandria sono 261 le reversibilità concesse di importo medio annuale 7.275 euro, 160 quelle di importo medio 3.490.

Trattandosi di reversibilità ordinarie (quindi non di rendite erogate ai superstiti per morti sul lavoro) alcune di queste pensioni di reversibilità possono aver tratto legittimità da matrimoni contratti tra badanti straniere e assistiti italiani che hanno desiderato “premiare” la fedeltà e l’assistenza per le cure ricevute, assicurando un futuro economico alle giovani mogli superstiti? E’ molto, molto probabile.

Come non si può escludere anziani soli che decidono di trascorrere gli ultimi anni della loro vita accanto ad una giovane donna straniera, che si sposa con loro acquisendo la nazionalità e quando il marito muore, pure la pensione.

Naturalmente questo discorso vale soprattutto per le donne giovani che percepiscono la pensione e la percepiranno fino a quando saranno in vita, non si sposeranno o non troveranno un lavoro, ma perché mai, ad esempio la giovane ucraina che prende 34 mila euro, oppure quelle 7 donne tra 40 e 50 anni che percepiscono una pensione tra 21 e 27 mila euro all’anno dovrebbero sposarsi o trovare un lavoro e perdere la pensione? Chi glielo farebbe fare  visto che possono vivere di rendita per tutta la vita?

Concludiamo questa piccola indagine sottolineando che è tutto perfettamente legale e a norma di legge, per carità, ma l’aumento del 163% negli ultimi anni forse dovrebbe far riflettere.

Certo, questi numeri mettono un punto interrogativo sulla tenuta dei conti INPS, ma di questo aspetto il giornalismo d’inchiesta non si occupa….

Annamaria Agosti