Acciughe ma anche palamiti, sugarelli, boghe: il mar Ligure è un fornitore eccellente di pesce di varie qualità, alimento essenziale per una dieta sana ed equilibrata. Ma non tutti sanno che per il  pesce, come per le colture di terra, c’è una stagionalità ben precisa che va rispettata per avere sempre a disposizione un prodotto fresco e indicato per la nostra salute e che non danneggi l’ecosistema marino.

È quanto afferma Coldiretti nel workshop “Pesca e sostenibilità del settore”, tenuto in occasione del Villaggio Coldiretti di Torino, (p.zza Castello e Giardini Reale 15-17 giugno). Non solo di agricoltura, allevamento e alimentazione si discute nella tre giorni, ma anche di mare e delle imprese ittiche, che subiscono da tempo numerose restrizioni e problematiche dettate da normative comunitarie e nazionali che non facilitano il lavoro dei piccoli produttori e da un’importazione di pesce estero ancora troppo elevata. Il settore ittico ligure è formato per l’ 80% da imprese di piccole dimensioni che si devono fare largo in un mercato dove la concorrenza, sia interna che estera, la fa da padrone riuscendo a soddisfare la richiesta del consumatore che si spinge troppo spesso su tipologie di pesce più conosciute e ritenute più pregiate. La richiesta sempre uguale deriva da una non conoscenza del pesce locale e delle sue proprietà organolettiche che non hanno nulla di meno rispetto alle specie più note. Inoltre i pescatori chiedono che per la tracciabilità venga resa obbligatoria un’etichettatura che consenta anche al consumatore finale di avere tutte le informazioni necessarie per fare una scelta consapevole e di seguire la stagionalità, elemento importante per contraddistinguere il prodotto locale.


Per tutelare i due tasselli fondamentali della filiera ittica, il produttore e il consumatore finale, si devono intraprendere azioni che mirino a valorizzare il  prodotto locale, attraverso la multifunzionalità (ittiturismo e pescaturismo) e soprattutto attraverso la modifica della normativa.

“Mangiare pesce fresco di stagione e a miglio zero – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria, Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa –  è importante per la nostra salute, per quella delle nostre famiglie, e per tutelare i produttori locali e l’economia della nostra Regione. Per fare questo c’è un urgente bisogno che la normativa attuale nazionale venga modificata inserendo l’obbligo alla grande distribuzione, ai dettaglianti e ai ristoratori  di avere per ogni tipologia di pesce etichette sui banchi e menù che riportino tre elementi fondamentali: data del pescato, la zona specifica di pesca (ad esempio mar Ligure e non solo zona FAO) e se il pescato è stato trattato. A livello locale il Consiglio Regionale ha sottoscritto la nostra proposta all’unanimità assieme alle Associazioni dei consumatori liguri. Ma questo non basta e dobbiamo portare avanti la richiesta a livello nazionale: ne va della tutela delle nostre imprese locali e della difesa del made in Italy.”