Nel giro di poche settimane l’uno dall’altro sono scomparsi due grandi amici e maestri che mi hanno fatto capire gli aspetti più profondi dell’ambientalismo e che hanno contribuito a dare una mano a noi castelnovesi per una impostazione corretta delle norme urbanistiche e per una gestione


di tutela del paesaggio fluviale.

Giuliano Cannata, docente di ingegneria idraulica alla Sapienza di Roma e con una visione allora rivoluzionaria di gestione del territorio e dei fiumi, redasse qui da noi, negli anni novanta, due progetti. Uno era relativo al percorso alessandrino della Scrivia. L’altro costituiva un piano regolatore territoriale per il Comune di Castelnuovo.

Entrambi mettevano in primo piano l’aspetto naturalistico e come offrire spazio ai torrenti, sicurezza e bellezza alla campagna.  Due piani geniali, accuratissimi e finalizzati a un rapporto corretto fra Natura e Uomo. Ovviamente finirono nel nulla, soffocati da politici di miserande vedute e da mille interessi egoistici; addirittura in alcuni Comuni ne è scomparsa la testimonianza documentaria.

Giorgio Assini, deceduto pochi giorni fa, nel 1975 fu promotore della messa in tutela della Garzaia di Valenza poi trasformata nel 1990 nella sede del Parco fluviale del Po alessandrino e vercellese, di cui fu a lungo presidente. Ci diede consigli e si mosse parecchio per aiutarci a creare un Parco della Scrivia qui a Castelnuovo, partendo da una situazione di desertificazione, di appropriazioni di terreni demaniali, di cave diffuse e di interramento di sostanze nocive. Mi telefonò quattro anni fa per annunciarmi che, sia pure con un ritardo di vent’anni, la Regione stava per approvare il primo nucleo di Parco della Scrivia, agganciato al Parco del Po.

Entrambi sono tornati, in assoluto silenzio e senza funerali, a far parte della Natura che hanno tanto amata e cercato di proteggere.

Queste perdite si aggiungono a quelle di due altri personaggi che ho avuto modo di conoscere e di  ascoltare in diverse occasioni e di ammirarne le forti personalità.

Mi riferisco a Ivan Cecconi e Ferdinando Imposimato (su Trancemedia eu è possibile assistere a una ventina di interviste di grande spessore fatte a Imposimato)

Sono stati per noi  veri maestri nella battaglia, che ancora dura, contro sprechi e corruzione, contro grandi opere inutili e distruttive, e grandi rapine – legalizzate dallo Stato – ai beni comuni.

Questi maestri hanno lasciato in chi li ha conosciuti tracce profonde, indelebili, che continueranno a portare i loro frutti. In noi e in tutti coloro che li hanno apprezzati attraverso le mille battaglie che nella nostra offesa Italia hanno combattuto.

                                                                                                                                                                               Antonello Brunetti