Affidati a rispettivi familiari. Questo l’esito di tutta la vicenda che venerdì pomeriggio ha visto 5 giovani tortonesi (due 14enni, due 13enni e un 12enne) mettere a segno (con premeditazione secondo i carabinieri), una rapina ai danni della tabaccheria in via Arzani con la proprietaria di 73 anni che si è ritrovata una gamba rotta e chissà quando guarirà.

Come hanno fatto tutti gli altri giornali più o meno alla stessa ora, ieri sera abbiamo pubblicato il comunicato stampa giunto dai carabinieri di Alessandria che spiega in maniera corretta e dettagliata cos’è successo. Un comunicato così talmente ben fatto che non meritava di essere cambiato. Oggi ci vogliamo soffermare sulla gravità del fatto e su alcuni particolari (“ufficiali” visto che provengono dai carabinieri) che riguardano la vicenda, perché l’impressione che abbiamo avuto è che i Tortonesi non abbiamo colto appieno la gravità della questione.


Qui non si parla di rubare meloni in un campo come avvenuto oltre 45 anni fa dove le misure cauzionali furono esageratamente eccessive e i giovani di allora vennero mandati in carcere e alcuni – a quanto pare – addirittura violentati, ma di una legge che sembra addirittura l’esatto contrario e che sembra favorire l’impunità.

I giovani hanno ammesso i loro addebiti ei Carabineri  scrivono che “a fronte delle contestazioni mosse dai militari, e anche in seguito alle sollecitazioni date dai famigliari, tutti i minori confermavano la loro partecipazione alla rapina indicando ruoli e compiti di ognuno di essi, tanto da far prevedere che l’episodio delittuoso era stato pianificato e organizzato allo scopo di impossessarsi dei tabacchi.”

Dalla relazione appare quindi che i genitori non fossero a conoscenza dell’episodio e anzi fossero sorpresi dell’accaduto. Dalla relazione  anche che “tutti i minorenni sono iscritti presso una scuola media di Tortona e dagli accertamenti svolti è emerso che alcuni di loro sono già seguiti dai servizi sociali” quindi solo alcuni avrebbero dei problemi e altri sarebbero ragazzi “normali” o pseudo tali.

I carabinieri in questo caso hanno applicato la legge: i due 14enni sono stati denunciati in stato di libertà per il reato di rapina, mentre gli altri tre minorenni, non imputabili, che hanno meno di 14enni saranno comunque segnalati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Torino.

Tutto giusto e corretto, ma esistono implicazioni secondarie non di poco contro che a nostro parere non possono essere sottaciute e riguardano  il degrado – intellettuale soprattutto – che ha spinto cinque giovani tortonesi a ragionare su come commettere una rapina.

Qui non si tratta di un gesto inconsulto, una “bravata” o altro ma di qualcosa di molto più grave e più serio: un colpo studiato nei minimi particolari da giovani che comunque usano il telefonino, non vivono in un contesto degradato o hanno problemi (almeno alcuni come appare dalla relazione dei Carabinieri) sono informati su tutto e se non lo sono basta digitare sulla tastiera del cellulare che hanno ormai TUTTI i giovani per esserlo.

I carabinieri, giustamente, non hanno detto dove abitano i cinque minorenni, (ma sicuramente nella zona, visto che ieri abbiamo visto la gazzella ferma in largo Europa davanti ad un palazzo) né se si tratta di persone con gravi situazioni familiari o meno (alcuni a quanto pare no), ma a prescindere la rapina ha lasciato gravi conseguente: la proprietaria con una gamba spezzata e visti i 73 anni, chissà quando si aggiusterà, la tabaccheria che forse rimarrà chiusa, il fenomeno della criminalità giovanile presente anche a Tortona, un caso che forse non sarà l’unico e tutto con un’unica punizione: i giovani rapinatori affidati a rispettivi familiari.

Una “punizione” blanda, troppo blanda, che rischia di incentivare altri casi analoghi, di aumentare il degrado.

COSI’ NON VA BENE! Lo gridiamo forte, perché vorremmo che si facesse qualcosa in più.

Sulla pagina Facebook del giornale Gabriella Sartor scrive: “Io vorrei che le famiglie vengono anche LORO denunciate.??. E segnalate ….poi pagare i danni alla signora x tutto il tempo che rimane chiuso il negozio…”

Non crediamo si possano denunciare i genitori anche perché non sempre i genitori hanno la completa responsabilità di ciò che fanno i figli (e chi scrive lo sa bene perché è un genitore) tuttavia forse i genitori  – anche mantenendo il loro anonimato – potrebbero fare qualcosa, perché COMUNQUE la responsabilità di ciò che fa un figlio – minorenne o maggiorenne – resta in parte ANCHE dei genitori. 

Angelo Bottiroli