“No, ho fatto una visura catastale il 15 novembre ed a quella data la struttura dell’ex Petit Chateau, anche se solo parzialmente, non era ancora nella disponibilità della comunità islamica di Novi”: così Pietro Matteo Gallo alla riunione tenutasi venerdì 17 novembre nella sede della Lega Nord di Novi. Organizzato dal comitato “No moschea” e dal gruppo “Novi Ligure notizie e non solo” del quale Pietro Gallo è amministratore, la riunione era aperta a tutti i cittadini che volevano informazioni sull’acquisto di una parte, 400 metri quadrati, dell’ex ristorante di Via Mazzini da parte della comunità islamica.

Alla riunione erano presenti, oltre ad un folto pubblico, anche Enzo Baiardo ed Andrea Sisti, coordinatori cittadini rispettivamente delle formazioni politiche “Fratelli d’Italia” e Forza Italia e Giacomo Perocchio segretario di Novi della Lega Nord. Quest’ultimo ha fatto presente che la Lega, davanti ad una richiesta avanzata dal comitato “No alla moschea”, ha semplicemente fornito i locali per realizzare l’assemblea ma che, in quella riunione, fungeva solo da “padrone di casa”. E’ da quasi un anno che si discute dell’acquisto dell’ex ristorante di Via Mazzini da parte della comunità islamica. Progetto nato dalla constatazione che il locale, sito in Via Cavour, dove da vent’anni i musulmani si ritrovano, non ha gli spazi sufficienti per accogliere un numero di persone cresciuto negli anni.


Questo perchè nell’ultimo anno sono arrivati nuovi migranti e perchè Novi è punto di riferimento anche per i fedeli residenti nei comuni vicini, come Pozzolo e Basaluzzo, che non dispongono ancora di un loro centro. Una struttura il cui acquisto è stato reso possibile dalle collette e dalle raccolte di fondi effettuati nell’ultimo anno. L’ex Petit Chateau è stato scelto in quanto prossimo alle case popolari di via Crispi dove risiede la maggior parte dei musulmani. Al piano terra si terranno le preghiere ed al primo piano ci saranno le aule per i bambini. Secondo le intenzioni dei rappresentanti della comunità islamica il centro sarà aperto a tutti, anche agli italiani desiderosi di venire a conoscenza della lingua, della religione e degli usi della comunità islamica.

“Chiediamo di avere chiarezza-ha detto Pietro Matteo Gallo-sia sulla provenienza dei fondi che sono stati raccolti per l’acquisto della struttura, sia sulla sua destinazione, se sarà effettivamente aperto a tutti, anche alle donne, anche durante le preghiere che si tengono al venerdì. E desideriamo rassicurazioni, da parte del comune, anche sulla questione della sicurezza dato che l’ex Petit Chateau è posto in una via con grande flusso di traffico come via Mazzini.” Pietro Matteo Gallo ha quindi affermato che l’ex Petit Chateau è contemplato dal piano regolatore cittadino come struttura ricettiva, turistica, alberghiera e per una diversa destinazione d’uso occorrerebbe quantomeno una variante.

“In realtà lo chiamano centro culturale islamico in quanto è più facile ottenere le relative autorizzazioni, Infatti se lo si destinasse a luogo di preghiera si dovrebbe modificare il piano regolatore che prevede dove realizzarli. Noi non siamo razzisti, capiamo benissimo che ogni persona ha il diritto di svolgere le preghiere ed i proprio riti religiosi e spirituali, ma desideriamo avere delle risposte. Avremmo avuto piacere che a questa riunione ci fosse stata la presenza di esponenti della comunità islamica. In assenza di risposte da questa o dal comune siamo pronti a realizzare una conferenza pubblica invitando Magdi Allan.” Magdi Allan è un giornalista egiziano convertitosi al cattolicesimo e che esprime posizioni molto critiche nei confronti dell’Islam. Nel corso della riunione è stata avanzata anche la richiesta della presentazione di una interpellanza, rivolta al sindaco, perchè del centro culturale islamico se ne discuta in consiglio comunale. “La cittadinanza, su di un argomento come questo, deve essere informata”, ha concluso Pietro Gallo.

Maurizio Priano