Un risparmio atteso per le casse del comune di Novi di 38.000 euro: è quello  che si dovrebbe ottenere dall’opera di razionalizzazione e di liquidazione delle aziende partecipate in seguito alla approvazione del decreto Madia. Il progetto dovrà essere approvato dal consiglio comunale entro il 30 settembre ed è stato illustrato nella commissione consiliare tenutasi mercoledì 13 settembre. I risparmi derivano da un contenimento dei costi di Amias per 14.942 euro, For. Al per 20.067 euro e di Aquarium per 4.000.

Nessun risparmio invece deriverà da quelle partecipate che saranno poste in liquidazione come Acos Ambiente srl, e da enti poco conosciuti come Energia e Territorio e Res Tipica incomune. In liquidazione, dopo la cessione della farmacia comunale di Via Verdi, anche Noviservizi, con tempi previsti entro settembre del 2018. Non definiti, come tempi, quelli invece di Acos Ambiente e Energia e Territorio.


E’ previsto un introito, stimato in 50-60.000 euro dalla cessione delle azioni detenute dal comune di Novi nella Centrale del Latte di Alessandria ed Asti, una quota di partecipazione abbastanza limitata essendo dello o,46% delle azioni.  Delle aziende per cui è previsto un contenimento dei costi si prevede una trasformazione di Amias, che si occupa del servizio idrico integrato, da società per azioni in srl. La stessa Amias ha già conosciuto un processo di revisione passando da una amministrazione collegiale ad un amministratore unico. I tempi previsti per questa trasformazione dicembre di quest’anno. Riguardo al For.Al, una scuola che si occupa di formazione professionale, è prevista una riduzione dei componenti il consiglio di amministrazione. Infine per Aquarium, la società che gestisce la piscina di Novi oltre a quelle di altre località, si prevede il passaggio da un consiglio di amministrazione alla nomina di un amministratore unico, misura già prevista in un atto di indirizzo del 2015.

Un passaggio per il quale occorre però una deliberazione dell’assemblea. Riguardo alle società poste in liquidazione, Acos Ambiente srl dove il comune di Novi ha una quota di partecipazione di oltre il 57%, lo sarà in quanto svolge una attività, quella di raccolta e trasporto dei rifiuti, simile a quella già attuata da altri organismi partecipati dall’Ente come Gestione Ambiente spa. Inoltre la normativa nazionale prevede l’esistenza di una sola società che si occupa della raccolta dei rifiuti e di una per il loro smaltimento ed in quest’ultimo caso c’è Srt. Riguardo a Res Tipica Incomune è una società che si occupava dello sviluppo e della gestione dei servizi on line del comune e che attualmente non è più operativa. Infine “Energia e Territorio” che come scopo aveva lo sviluppo energetico è una società in liquidazione e scioglimento in seguito a fallimento ed attualmente inattiva. Verranno invece mantenute senza interventi di razionalizzazione Acos spa dove il comune di Novi detiene il 64,31% delle quote, il Cit dove la quota è del 35,73%, la Srt spa, Alexala, Acos Energia, Acos Si, Gestione Acqua spa, Gestione Ambiente spa, Retisrl ed Iren Laboratori spa, le prime quattro a gestione diretta.

Nella discussione che ne è seguita Fabrizio Gallo e Lucia Zippo, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, hanno fatto notare l’alto costo del personale di Acos. In particolare la holding dell’Acos, società capogruppo di aziende che operano nel campo dell’energia, dell’acqua, dell’ambiente e della gestione degli impianti sportivi, con 18 dipendenti  ha un costo del personale di circa 1.427.000 euro. A fronte ad esempio di un Cit che, con 50 dipendenti, ha un costo del personale di poco superiore ovvero 1.628.000 euro. Maria Rosa Porta, consigliere comunale del Movimento Civico Popolare “X Novi Maria Rosa Porta” ha  chiesto se non sia possibile una fusione di Acos Si, società che si occupa della installazione, manutenzione e conduzione degli impianti di riscaldamento, sei dipendenti e tre amministratori, con Acos Energia che ha come compito invece la distribuzione del gas ed ha nel suo organico dodici dipendenti e 6 amministratori. Ha inoltre espresso critiche sul solo contenimento dei costi di Aquarium con la nomina di un amministratore unico in quanto, secondo l’esponente di opposizione, la società andrebbe chiusa.

La nomina dell’amministratore unico è prevista per il mese di giugno del 2018, attualmente la società ha un consiglio di amministrazione costituito da cinque persone per 4.000 euro di compensi, quelli che verrebbero risparmiati. Non ha dipendenti ed è tornata in utile solo nel 2015 con un risultato di esercizio di 8.172 euro. Maria Rosa Porta ha contestato l’eventuale compenso anche se solo pari a cento euro per riunione che sarà percepito dal futuro amministratore unico.

Al riguardo Simone Tedeschi ha fatto presente che il gettone di presenza è dovuto per le sole riunioni del consiglio di amministrazione ma che, venendo a cessare questo, non sussisterà più. Maria Rosa Porta ha chiesto quindi che siano rimborsate solo le spese vive e necessariamente documentare sostenute. L’assessore al Bilancio Simone Tedeschi ha risposto che “con Aquarium quest’anno si è aperto un ragionamento diverso” e che “da ambo le parti è sentita l’esigenza di sviluppare in un modo diverso la gestione della piscina.” Rilevando inoltre che “Acos Energia ed Acos Si operano in settori diversi, sono due società distinte. In quanto ad Acos esiste un rapporto con margini di ragionamento e la discussione in merito  rientra in un quadro politico più ampio.”

In quanto a Noviservizi la tempistica in merito alla sua liquidazione è stata formulata dallo stesso liquidatore Sandro Tortarolo.

Maurizio Priano