Santo Stefano al mare, ridente località marina in provincia di Imperia. Nel bel mezzo del caldo estivo, Angelo Giudici, titolare di una libreria ad Arma di Taggia ma soprattutto “patron” della Atene edizioni, decide di organizzare il Festival del libro, una di quelle manifestazioni che coinvolgono decine e decine di autori con presentazioni di libri a iosa.

Ce ne sono a tutti gli orari e a me è toccata una delle prime: alle 15 di venerdì, per altro anche nella prima giornata della rassegna appena iniziata che deve ancora rodarsi e dove persino gli autori devono ancora arrivare.

Il sole è alto in cielo, fa un caldo micidiale e nella ridente piazzetta predisposta a salotto letterario che nelle successive ore serali, col fresco, pullulerà di gente, non c’è nessuno. Tutti sono al mare che si trova a poche decine dalla spiaggia a rinfrescarsi.

Il termometro sembra impazzito e supera di gran lunga i 30 gradi. Il tavolo dove si presenta il libro è situato sotto un gazebo ma le temperature sono proibitive, perché sopra il gazebo batte il sole.

La giovane hostess che mi accompagna al tavolo della presentazione sfodera un sorriso di circostanza: “Non ci sarà nessuno – dico io – ma non c’è problema a questo orario lo immaginavo.”

“Mal che vada – replica lei – la presentazione del libro la fa a me, io devo restare fin alla fine.”

Arriviamo in piazza e due persone ci sono: ma uno è un collega scrittore che ha sbagliato orario ed era convinto di presentare il suo libro alle 15 e non un’ora dopo: “Senti – mi dice – visto che c’è poca gente se io sento la tua presentazione, ti fermerai a sentire la mia così facciamo numero? Ovviamente accetto anche se poi alla sua presentazione alle 16, col tempo più mite ci sarà quel pubblico che da me non c’era.”

Attendiamo i canonici dieci minuti e di fronte ad un pubblico sparuto di 4 persone inizio a parlare. C’è anche l’organizzatore della manifestazione, Angelo Giudici, che evidentemente, vista la situazione ed evidentemente preso da compassione, decide di sedersi al mio fianco e presentare il libro insieme al sottoscritto.

Mi aspettavo pochissima gente per cui non sono demoralizzato più di tanto, e inizio a parlare al microfono (anche se non ce n’è bisogno) spiegando quanto sia difficile oggi vendere un libro che in Italia ci sono sono almeno 6 mila case editrici e vengono pubblicati ogni anno da 70 a 80 mila nuovi titoli. Per questo le librerie tengono solo i libri dei grandi editori ed è difficile far legger e vendere un libro.

Poi inizio a parlare del mio libro “Le tre scelte della vita” e mentre parlo succede: fra le poche persone che camminano per i fatti loro nella piazza a cui non interessa minimamente ciò che dico passa una donna che sente le mie parole, si siede tra il pubblico in posizione defilata e ascolta.

Alla fine della presentazione fa una domanda e io rispondo. Poi saluto tutti e faccio per riporre tutti i libri quando le si avvicina e ne acquista una copia.

“Non ero qui per comprare libri – mi dice – anzi, sono italo argentina, passavo per caso in questa piazza e le sue parole mi hanno colpito, il contenuto del libro mi invoglia a leggerlo e così ho deciso di acquistarlo.” Poi aggiunge altri elogi che non è il caso di riportare.

L’acquisto di un libro da parte di qualcuno che non sapeva neppure che esistessi che rimane colpito da ciò che stai illustrando riguardo ai contenuti del tuo libro è di quanto più gratificante possa esserci per uno scrittore.

Angelo Bottiroli

Per pura combinazione lo staff ha immortalato la sconosciuta acquirente