Si chiama “Parilla Days” ed è un esposizione monotematica dei motocicli “Parilla”, i pezzi più pregiati e ambiti a livello mondiale che, assieme ad altre marche, hanno fatto la storia d’Italia del dopoguerra.
La manifestazione si terrà a Diamo marina da Venerdì 23 Giugno 2017 a Domenica 25 Giugno 2017 lungo la passeggiata a mare  nel tratto tra il porto turistico ed il Molo delle Tartarughe.

Alcune decine saranno i partecipanti, provenienti anche dall’estero. Gli arrivi sono previsti a partire dal pomeriggio di venerdì e proseguiranno nella mattinata di sabato, con ritrovo e parco riservato in fronte al mare, presso il Molo delle Tartarughe, dove gli appassionati potranno ammirare alcuni dei modelli più pregiati della storica azienda milanese. Motocicli di grande fascino, che hanno segnato un’epoca.

Nella giornata conclusiva, tra le ore 9 e le 15, un ulteriore motivo di richiamo sarà dato dalla presenza dello stand di Poste Italiane per l’annullo filatelico legato alla manifestazione, su iniziativa dell’Associazione Mondial Corse.


I protagonisti avranno modo di scoprire anche il centro di Diano Marina ed il territorio: in programma un tour nell’entroterra, con tappa a Diano San Pietro nella serata di venerdì, ed uno sulla costa nella mattinata di sabato. La chiusura della manifestazione è fissata nel primo pomeriggio di domenica, con la consegna dei certificati e dei gadget di partecipazione, il saluto del presidente del Registro e degli organizzatori e la partenza per il ritorno delle rispettive sedi.

L’evento conferma il proprio feeling con la Liguria, dopo il successo ottenuto lo scorso anno, quando fu ospitato al Porto Anttico di Genova. Nel recente passato il raduno si è tenuto in altre importanti località turistiche quali Sirmione e Cattolica-Misano Adriatico.

MOTO PARILLA – UN PO’ DI STORIA

Il primo prototipo di una moto Parilla fu costruito nel 1946 da Giovanni Parrilla (la doppia erre non è un errore, la scelta del nome commerciale fu tale perchè ritenuto più accattivante), titolare a Milano di un’autorimessa-elettrauto. Tutto nacque da una discussione al bar, per convincere gli amici che era possibile fare di meglio delle Guzzi. Una scommessa vinta qualche mese più tardi, quando il pilota Umberto Brega, su una Parilla 250 cc, trionfò a Monza nel Gran Premio d’Autunno con ampio vantaggio sulle Guzzi, sino a quel momento dominatrici della scena. In poco tempo l’officina divenne una fabbrica e le due ruote Parilla i pezzi più pregiati del mercato. Nel 1949 la 250 cc bialbero da corsa era la moto più costosa d’Europa (990mila lire, cifra con cui si poteva acquistare al tempo una villa), venduta solo a pochi fortunati (ne furono costruiti solo 20 esemplari, di cui 6 usati dal reparto corse). Giovanni, appassionato anche di ciclismo, rilevò anche la Wilier Triestina, annoverando campioni del calibro di Magni, Bartali, Coppi, Maspes e Gaiardoni.

Il boom delle Moto Parilla continuò per una dozzina d’anni, con oltre 140 modelli prodotti e un grande successo anche negli Usa. Elevata qualità e produzione in buona parte artigianale furono le chiavi del successo e allo stesso tempo del declino, ad inizio degli anni ’60, dell’azienda. Ceduto il ramo delle due ruote, Giovanni Parrilla ed i figli si dedicarono, con successo, alla costruzione di motori e telai da go-kart, prima con la società Saetta e poi fondando l’Italsystem, collezionando anche in questo caso successi in campo agonistico.

Un po’ di storia della famiglia Parrilla

Giovanni Parrilla, fondatore della”MOTO PARILLA” nasce a Corigliano Calabro il 21 Ottobre 1911,ultimo di 7 fratelli,da Giuseppe Parrilla e Zefira Catalani. Giuseppe è ufficiale del Savoia Cavalleria e durante un campo a Mantova conosce Zefira , figlia di un grossista di legname,e la porta con sé in Calabria. Per mantenere i sette figli,deve poi emigrare a New York presso un parente che ha uno stabilimento di pipe,e da là invia quel che può di denaro in Italia. Zefira si trasferisce a Mantova per avere i parenti più vicino,e Giovanni Parrilla cresce studiando alle scuole tecniche e facendo esperienza nel tempo libero presso un’elettrauto”Lucidi e Restagni” a cui Zefira paga lire 5 al mese per tenere a bottega Giovanni. Nel 1918,il 28 Ottobre, ultimo giorno di guerra, muore il fratello Angelo, di anni 19, Tenente negli Arditi, a cui lo Stato concede la Medaglia D’Oro al Valore Militare.

All’età di anni 22, Giovanni si trasferisce a Milano e lavora in una autorimessa come elettrauto.Dopo tre anni si mette in proprio e apre un’officina in Viale Sabotino,vicino a Porta Romana.Gli affari vanno a gonfie vele perché l’azienda di Giovanni diventa in breve la prima  elettrauto di Milano.Si sposa con Amina,anche Lei mantovana e dalla loro unione nasce nel 1938 Giuliana. Allo scoppio della Guerra mondiale, Giovanni deve partire per la Campagna d’Africa,da cui torna a fine guerra. Amina deve mantenere aperta l’aziende con i tre dipendenti,ma perdendo gran parte dei clienti. Al Suo ritorno, in breve Giovanni  ripristina la condizione iniziale, e mette al mondo altri due figli,Angelo e Achille.Purtroppo Giuliana muore nel 1946. Giovanni, in una discussione da bar con dei sostenitori della moto Guzzi, sostiene che si può fare di meglio, e per scommessa inizia a programmare la costruzione di un prototipo a cui pensava da prima della Guerra. Nel 1946, nasce la prima Moto Parilla 250 cc. Monoalbero a cui fa subito seguito una 250 cc. Bialbero, con cui un pilota di nome Braga partecipa al Gran Premio D’Autunno a Monza,scontrandosi con le dominatrici Moto Guzzi. Braga vince con gran distacco e da questo momento Giovanni da il via ad una produzione vera,aprendo una grande fabbrica e mettendo in produzione la 250 Monoalbero, considerata la moto più bella al mondo per quei giorni. Nel 1949 la Bialbero 250 da corsa è la moto più costosa in Europa (lire 990.000; con questa cifra si poteva acquistare una villa di 7 vani con giardino in località turistica) e viene venduta solo a pochi fortunati(ne furono costruite solo n. 20 esemplari e venduti 14; le altre 6 erano usate dal reparto corse).

Tra le vittorie della 250 ci sono due Milano – Taranto: 1951 (1° assoluto) e 1952. Il successo economica è travolgente, e la Moto Parilla, con 1200 dipendenti e un indotto di circa 7000 aziende, produce in 12 anni più di 140 modelli. Pensate che seconda come numero di modelli è la Moto Morini con 52. Giovanni acquista a Bassano del Grappa la ditta di biciclette Wilier Triestina, e la riporta in poco tempo al vertice del mercato Italiano, annoverando tra i ciclisti ufficiali Magni, Bartali, Coppi, Maspes e Gaiardoni, questi due ultimi Campioni Mondiali di velocità ad inseguimento nei velodromi. Tra il 1954 e il 1958 la Moto Parilla sconvolge il mercato USA, divenendo la più venduta, a scapito della Harley Davidson. Ottiene nelle competizione USA più di 2000 vittorie. Nel 1959 Giovanni produce il 1° motore per Go-Kart a valvola rotante, unico al mondo.

Il mercato delle moto intanto va per tutti a rotoli con l’avvento della Fiat 500,venduta di proposito ad un costo inferiore ad una moto di 175 cc.,e soprattutto per l’obbligo imposto di proposito ai motociclisti di conseguire una patente, nonché per la decisione assurda di un pretore di sospendere tutte le competizioni motoristiche su strada dopo la morte del conte De Portago alla 1000 miglia del 1959. L’immagine della moto subì un colpo tremendo; come se fossero proibiti il Giro d’Italia  o il Tour de France per le biciclette. Nel 1961 Giovanni apre una fabbrica di motori per Go-Kart denominata SAETTA, e nel giro di un anno il motore prodotto diventa il più venduto in Europa e nel Mondo. Nel 1968 Giovanni, a cui i Go-Kart non hanno cancellato il ricordo della Sua Grande Azienda Motociclistica, si ritira dalla attività e lascia il posto ai figli Angelo e Achille, che nel 1971 aprono una nuova azienda di nome”DAP”, che produrrà in breve sia motori che telai per Go-Kart,divenendo nel giro di quattro anni prima azienda al mondo nel settore.