I dati hanno dell’incredibile: il 48% dei giovani sottoposto a visita medica, presenta problemi andrologici.

per questo motivo la Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, ormai da qualche tempo, ha avviato un importate progetto che si chiama PASS e consente ai giovani di effettuare incontri e visite gratuite.


I dati su questo importante intervento effettuato nelle scuole superiori locali è stato illustrato lunedì mattina durante una conferenza stampa.

Il diritto dei giovani ad essere informati riguarda anche le tematiche relative alla educazione sessuale.

“Educare gli adolescenti in materia di sessualità – è stato detto nell’incontro – significa dare loro gli strumenti per evitare gravidanze indesiderate e malattie a trasmissione sessuale. Contrariamente a quanto spesso si sostiene per opporsi all’introduzione dell’educazione sessuale nelle scuole, infatti, in presenza di una corretta informazione in materia si assiste a dinamiche positive, come ad esempio l’aumento dell’uso del preservativo tra chi ha già una vita sessuale attiva, mentre non vi sono evidenze che dimostrino che parlare agli adolescenti di sesso li porti ad anticipare il momento del primo rapporto.”

Informando i giovani si creano quindi i presupposti per la creazione e la diffusione di sensibilità verso la prevenzione primaria, strumento efficace che, in particolare, in ambito andrologico arriva a ridurre le patologie fin’oltre al 50%.

Ecco le 5 regole per la salvaguardia della fertilità che vengono date ai ragazzi durante gli incontri:

  1. Eseguire controlli/autopalpazione regolari
  2. Prestare attenzione all’abuso di alcool, droghe, fumo, e doping sportivo
  3. Curare l’alimentazione e l’attività fisica
  4. Evitare l’eccesso di “calore scrotale” (come accade ad esempio tenendo a lungo pc sulle gambe), preferendo intimo di cotone ed evitando pantaloni con il cavallo stretto
  5. Limitare l’esposizione agli inquinanti.

Attualmente, circa la metà degli adolescenti maschi ha almeno un problema andrologico, una realtà allarmante che negli ultimi vent’anni ha avuto una crescita costante, fino a raggiungere gli attuali valori preoccupanti.

Le problematiche andrologiche esitano potenzialmente in infertilità maschile; basti pensare al fatto che circa il 40% dei casi di sterilità maschile sono dovuti al varicocele.

Nel nostro paese, oggi, l’infertilità riguarda circa 250-300 mila coppie e nella metà dei casi l’origine risiede nel lato maschile della coppia.

Prevenire problemi andrologici nei giovani adolescenti di oggi significa contrastare l’infertilità delle coppie di domani, portando anche ad un potenziale risparmio di circa 76 milioni di euro entro il 2025 (dati Congresso SIA 2016).

Nel 2010, ad esempio, sono stati eseguiti circa 90.000 interventi afferenti alla sfera della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), con una spesa per coppia a trattamento compresa tra i 3000 e i 7000 euro, con una percentuale di riuscita che diminuisce in funzione dell’età della donna e che al massimo si attesta attorno a circa il 40%.

Dei 90.000 interventi circa il 50% sono stati resi necessari da problematiche maschili.

Studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno evidenziato che circa il 50% degli uomini di età compresa tra i 18 anni e i 35 anni hanno regolarmente rapporti NON protetti: aumenta di conseguenza il rischio di contrarre malattie a trasmissione sessuale, che in alcuni casi portano anche all’infertilità.

I dati dell’OMS sono tristemente confermati anche dal progetto avviato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona.

 

In Italia, la prevenzione andrologica è stata a lungo trascurata, finendo per rischiare di minare il potenziale di fertilità delle generazioni future.

Nel corso degli ultimi anni, infatti, anche a causa di scarsa informazione e comportamenti scorretti o dannosi acquisiti in età giovanile, si è registrato un preoccupante incremento delle problematiche andrologiche in termini di patologie organiche riproduttive e sessuali.

L’abolizione della visita di leva, che in passato costituiva una forma di screening su larga scala, ha dato il colpo definitivo eliminando l’unica attività di prevenzione di primo livello dedicata all’universo maschile.

Purtroppo, la salute riproduttiva e sessuale maschile viene presa in considerazione solo quando le problematiche diventano eclatanti, spesso con un ritardo che rischia di vanificare l’intervento medico; l’esito spesso sono costi sanitari in crescita e problemi cronicizzati.

Da qui la rilevanza della prevenzione e della scoperta precoce delle possibili problematiche.

La figura dell’Andrologo, come quella del Ginecologo è di importanza chiave sia per la salute del giovane adolescente, sia per la salute del futuro maschio adulto, anche in quanto potenziale membro di una coppia; tuttavia, resta ad oggi una figura poco conosciuta e molto sottovalutata, tanto che solo il 5% dei ragazzi alla soglia della maggiore età si è mai sottoposto ad una visita specialista, a differenza di quanto accade alle coetanee.

I genitali maschili nel corso della vita dell’uomo attraversano una serie di delicate fasi di sviluppo che necessitano di essere monitorate fin dall’infanzia.

Nella pratica clinica, ad ogni fase dello sviluppo corrisponde un tipo di malattia ed un’età ottimale per una diagnosi.

L’Andrologo può individuare, già dalla semplice valutazione obiettiva del paziente, patologie importanti e frequenti nei giovani, come il cancro del testicolo, o condizioni che potenzialmente mettono a rischio la futura fertilità dei giovani uomini.

Nel maschio adulto, ad esempio, la palpazione della prostata è fondamentale per la diagnosi del tumore prostatico, frequente almeno quanto quello della mammella, malattia per la quale tutte le donne si sottopongono annualmente a visite ed esami.

La funzione erettile è considerata un importante indicatore di salute maschile e non solo un evento relegato all’ambito sessuale. Infatti un deficit della funzione erettile può precedere anche di anni una patologia molto più grave di tipo cardiovascolare o metabolica o rappresentarne il segno di progressione.

È importante sensibilizzare tutta la popolazione cominciando da tutti gli studenti (maschi e femmine) informando sulle problematiche legate alla sessualità, alla fertilità e alla prevenzione oncologica in ambito uro-andrologico e diffondere una maggiore consapevolezza dell’importanza di recarsi regolarmente dallo Specialista di riferimento per prendersi cura della propria salute.

Un semplice consulto andrologico permette di battere sul tempo disturbi che, in futuro, potrebbero incidere sulla vita e sulla felicità dell’individuo e della coppia.

Nel nostro paese, nonostante negli ultimi anni gli uomini abbiano sviluppato una maggior consapevolezza del loro ruolo nelle potenziali difficoltà legate al concepimento, la quasi totalità della popolazione maschile (ben il 90%) non fa alcun tipo di prevenzione.

Le donne sono culturalmente educate alla prevenzione oncologica con PAP test, autopalpazione del seno e ultimamente con la vaccinazione per HPV; l’uomo, invece, non è assolutamente informato delle opportunità di “auoto-prevenzione”: la semplice autopalpazione del testicolo, ad esempio, può permettere una diagnosi precoce di neoplasia, attualmente in aumento, che colpisce con una frequenza significativa proprio i giovani.

Ben il 50% degli uomini italiani non si sottopone a visita andrologica nemmeno a seguito di una diagnosi di infertilità,   pur corrispondendo questo ad un rischio doppio di sviluppo del tumore ai testicoli rispetto alla popolazione fertile.

IL PROGETTO DELLA FONDAZIONE

CONSIDERAZIONI QUESTIONARI DAL 2009 AL 2016 PROGETTO PASS

Scuole Novi Ligure, Tortona, Ovada, Alessandria       Classi IV-V superiori

Studenti incontrati: 5404

  • 2727 maschi: 50,5%
  • 2677 femmine: 49,5%

il 45% dei maschi si è sottoposto a visita volontaria gratuita a Scuola

il 3% dei maschi si è sottoposto a visita volontaria gratuita in Ospedale

  • il 48% presentava patologie andrologiche
  • l’ 8% patologie doppie
  • l’1% patologie triple

Dal 2015, il Dott. Marco Demartini sta coordinando l’analisi e l’elaborazione dei dati raccolti, per identificare correlazioni fra le diverse patologie e fra queste e stili di vita, posizione geografica ed altri fattori.

I dati raccolti quest’anno, negli Istituti Foral e di Arti e Mestieri, sono in linea con quelli degli anni precedenti: emerge un elevato gradimento dell’iniziativa.

Gli esiti dipingono tuttavia un quadro contrastante.

I ragazzi fanno più sport e sono più attenti all’alimentazione, ma fumano di più, anche se non si percepiscono come fumatori abituali. L’età della prima sigaretta è stabile attorno ai 14 anni, per quanto sia aumentata anche la consapevolezza dei danni provocati dal fumo.

Aumenta l’uso degli alcolici soprattutto nei weekend anche se la consapevolezza dei danni che può arrecare l’alcool è in crescita.

Vi è un preoccupante aumento del numero di intervistati che dichiara di fare uso di droghe, sia in modo abituale, sia occasionale, nei fine settimana.

Utilizzano sostanze dopanti il 2,9% degli studenti.

Diminuisce anche il numero degli intervistati che hanno già avuto un rapporto sessuale completo; l’età del primo rapporto non risulta avere per i maschi una correlazione con la visione di siti porno, presente invece per la popolazione intervistata di genere femminile, nella quale l’età del primo rapporto scende alla fascia 11/13 anni (vs 12/14, in generale) .

Aumenta infine l’interesse per la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale e le relative protezioni utili ad evitarle.

ALTRI DATI

Il Progetto di prevenzione Andrologica dal 2016 ha allargato i propri confini alla prevenzione Ginecologica rivolta alla stessa fascia di età, con l’obiettivo di.

  1. affrontare e modificare competenze cognitive, emozionali e comportamentali che accompagnino i giovani nel percorso verso la consapevolezza dei potenziali rischi determinati da comportamenti sessuali errati, ancora oggi poco conosciuti e sottostimati nella loro gravità e diffusione
  2. offrire, ove richiesto, un counselling sull’impiego consapevole dei metodi contraccettivi
  3. parlare del vaccino per l’HPV, della prevenzione delle lesioni ad esso associate (displasie) che richiedono adeguata e tempestiva identificazione, trattamento e follow up.

 

“Da quest’anno, grazie al contributo del Poliambulatorio MedicArt, – ha detto il dott. Franco Montefiore – è stata data la possibilità di eseguire gratuitamente uno spermiogramma a coloro che necessitassero di questo tipo di approfondimento, per salvaguardare la fertilità maschile, abbattere gli eventuali costi sanitari futuri dovuti all’utilizzo di tecniche di fecondazione assistita e venire sempre più incontro ai ragazzi e alle loro famiglie.”

 

Obiettivi di un programma di prevenzione

(FONTE: QUADERNI DEL MINISTERO DELLA SALUTE GENNAIO-FEBBRAIO 2012)

Informare:

  • sugli effetti negativi di scorretti stili di vita sulla funzione dell’apparato riproduttivo e sessuale
  • sulle patologie andrologiche
  • su quando effettuare visite e controlli medici (pediatra di libera scelta, medico di medicina generale,medico sportivo, andrologo)

Fornire:

  • supporti educativi multimediali

Creare:

  • riferimenti istituzionali
  • progetti e campagne di informazione e sensibilizzazione