Ci siamo ripromessi di fare un giornale che privilegiasse l’informazione, ma perdonateci se almeno stavolta, interveniamo su un argomento che informazione non è, ma quando vediamo che  alcuni soggetti,  secondo il nostro personale modo di vedere, non riescono a dare un’ immagine positiva  al luogo in cui vivono che prospera grazie al turismo, non riusciamo a stare zitti.

Ci riferiamo al veniale problema delle mappe sbagliate relative alla brochure sul Comune di Diano marina realizzata dagli albergatori.


Oggi su un giornale locale (e forse anche su altri perché non è escluso che la vicenda venga “ripresa” da altri organi di informazione)  potete leggere una polemica a distanza fra il presidente degli albergatori Americo Pilati e il consigliere di minoranza ed ex sindaco di Diano marina Angelo Basso che non se le mandano a dire.

Noi per primi sulla vicenda delle mappe sbagliate abbiamo sentito il presidente degli albergatori Americo Pilati in QUESTO ARTICOLO giovedì scorso, 22 giugno, e le stesse identiche parole che trovate scritte oggi in altri giornali, le ha dette anche a noi, anzi forse è stato ancora più critico, ma nel nostro articolo non troverete nulla di tutto questo perché noi non lo abbiamo scritto. Volutamente.

E non lo abbiamo scritto per evitare inutili e sterili polemiche che a nostro avviso non giovano a nulla, anzi, secondo noi potrebbero anche danneggiare  l’immagine della città di Diano marina.

Cosa può pensare, infatti, una qualsiasi persona o un turista che viene in vacanza nel Golfo Dianese per cercare tranquillità  di fronte a polemiche sterili? A cosa serve a livello pratico una polemica del genere?  Secondo noi a nulla, perché non porta a nulla e anzi, chi legge non ne trae una buona immagine e infatti  noi, in questo periodo,  dedichiamo più spazio a situazioni positive e a valorizzare l’ambiente e le manifestazioni .

Quello che stiamo scrivendo non  vuole essere certo una critica ai colleghi, ci mancherebbe: come andiamo ripetendo da sempre, ognuno sceglie la propria linea editoriale ed è libero di fare ciò che vuole, anche se noi pensiamo che  buon giornalista debba sempre capire cosa giusto scrivere per evitare eventualmente di danneggiare un luogo che vive di turismo e debba avere la capacità di mediare e non soltanto di riportare alla lettera ciò che di sbagliato può dire qualcuno sulla foga del momento.

Proprio per questo ci sentiamo in obbligo di fare una domanda ai vari soggetti interessati: ma in una zona che vive di turismo è il caso di fornire un’immagine così litigiosa ai lettori?

Non sarebbe meglio che tutti i soggetti (giornalisti compresi) lavorassero per migliorare l’ambiente in cui viviamo evitando di polemizzare su qualsiasi cosa?

Angelo Bottiroli – Direttore di Oggi Cronaca