Brillante azione dei Carabinieri della Compagnia di Imperia che dalle prime ore di oggi, lunedì 5 giugno 2017, hanno dato il via ad un’operazione che ha portato i Carabinieri del Nucleo Investigativo  a catturare tre persone residenti in provincia di Pavia, con la collaborazione dei militari del luogo.

I tre, destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Imperia, sono ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata a compiere reati contro il patrimonio.


Diciotto i furti che vengono loro contestati, commessi tra il settembre ed il dicembre dello scorso anno, racchiusi in nove “raid”:

  • il tentato furto di un cambiamonete presso una tabaccheria di Camporosso, utilizzando un pick up rubato in zona l’11 settembre;
  • un furto di attrezzi nelle pertinenze di un’abitazione in Camporosso il giorno 12;
  • la “spaccata” ad una colonnina self service al distributore di Camporosso il 26 settembre, eseguito con un altro pick up rubato a Vallecrosia poco prima;
  • il furto in una tabaccheria, qui colpendo il distributore automatico, a San Bartolomeo al Mare il 2 ottobre, usando un veicolo rubato a Diano Marina nella stessa notte;
  • il tentato furto ad una colonnina self service a Taggia, utilizzando come “ariete” un furgone rubato in zona, il 3 ottobre;
  • la “spaccata” in danno di un altro distributore, a Vallecrosia, con l’ennesimo veicolo rubato (stavolta alla Protezione Civile) il 9 ottobre;
  • il tentativo di “spaccata” al distributore in Via Matteotti di Imperia, anche qui usando un veicolo rubato, il 10 ottobre;
  • il furto di cambiamonete e slot machines in due bar di Albenga, commesso previo furto di un veicolo il 13 novembre;
  • la tentata “spaccata” presso un distributore di Vado Ligure, usando come “ariete“ un fuoristrada rubato, il 19 dicembre 2016.

“Un’indagine non semplice – è stato detto durante la conferenza stampa convocata a mezzogiorno presso il Comando provinciale di Imperia –  che ha visto impegnati non solo i militari che hanno svolto le indagini ed eseguito le misure, ma tanti altri Carabinieri della provincia con i quali, visti i primi ”colpi”, si è ritenuto necessario eseguire una serie di servizi straordinari di controllo del territorio che, in taluni casi, hanno costretto i malviventi alla fuga, tanto da indurli a lasciare questa provincia per quella di Savona, dove hanno commesso gli ultimi fatti accennati per poi lasciare il ponente ligure definitivamente, proprio per la presenza più massiccia di servizi di controllo del territorio e contrasto mirato.”

Parallelamente, i militari del Nucleo Investigativo di Imperia hanno esaminato ore ed ore di videoriprese dei sistemi di sorveglianza pubblici ed anche privati, fino a quando non sono riusciti a cogliere il “Trait d’Union”, da cui prende il nome l’operazione: gli associati, infatti, erano soliti precedere il veicolo rubato con un altro mezzo, ricorrente in alcuni episodi, risultato affittato in provincia di Pavia.

Il veicolo “pulito” veniva poi parcheggiato ad una certa distanza dagli obiettivi e poi raggiunto, con calma, dopo l’assalto o dopo l’intervento dei Carabinieri. Molto attenti e circospetti, gli autori adottavano ogni precauzione pur di non venire scoperti: nessun cellulare, cambio di vestiti, uno solo raggiungeva l’auto e recuperava gli altri in posti differenti, lunghi momenti di “osservazione” prima del colpo, proprio per evitare di essere scoperti ed intercettati. Hanno persino acquistato un veicolo da dedicare esclusivamente ai furti, vista la sempre maggior frequenza di interventi dei Carabinieri.

Nonostante le condotte vanamente evasive, gli elementi raccolti hanno comunque portato all’identificazione dei personaggi e, oggi, all’esecuzione delle misure.

Sono stati quindi associati al carcere di Pavia Luca Liberato (1984), con compiti di autista e sfondamento degli ostacoli; Massimo Stella (1985), addetto alla logistica, al caricamento della refurtiva ed alla scelta degli obiettivi; Franco Liberato (1983), con il compito di forzatura degli accessi e furto dei veicoli. Tutti sono già noti alle forze dell’ordine.

La stabilità degli incarichi, perduranti nel tempo, la continuità e l’omogeneità nelle “operazioni”, la struttura organizzativa hanno consentito di inserire l’associazione per delinquere tra i capi d’imputazione.

Ed il Giudice per le Indagini Preliminari ha riconosciuto – come rilevato dai Carabinieri – che il gruppo si stava “evolvendo”; stavano infatti pianificando reati più gravi: rapine, furti in abitazione, furti in strutture sanitarie per anziani, desunti dall’esecuzione di mirati sopralluoghi al di fuori della normale zona di frequentazione dei sodali. I “piani” sono, grazie all’operazione di oggi, rimasti teoria.