La sezione archeologica del Museo di Diano Marina posta al secondo piano di Palazzo del parco era stata chiusa a gennaio perché la convenzione con l’Istituto Internazionale di Studi Liguri di Bordighera era scaduta e considerata troppo onerosa per le casse comunali.

Il museo però è rimasto in funzione con le altre sezioni: mineralogica e risorgimentale.


L’assessore Luigi Basso, in un recente Consiglio comunale comunale però, aveva assicurato che il Comune si sarebbe attivato per riaprire la sezione e far funzionare a pieno regime tutto il museo annunciando uno stanziamento di 20 mila euro.

Daniela Gandolfi

L’obiettivo principe era quello di effettuare una nuova convenzione con l’Istituto di Bordighera che si occupa già della gestione del Museo Archeologico “G.Rossi” di Ventimiglia, del Museo Navale Romano di Albenga, del Museo del Finale a Finale Ligure e del Museo del Priamàr a Savona, ma se ciò non fosse successo il museo di Diano sarebbe stato comunque  gestito in house, cioè direttamente dal Comune di Diano Marina, con tutto ciò che questo comporta.

Per fortuna questo non è accaduto e seppur con un preventivo leggermente superiore, l’accordo è stato raggiunto e la Giunta Comunale di Diano Marina  ha approvato per il triennio 2017/2019 la Convenzione per la conduzione scientifica del Civico Museo Sez. Archeologica, Risorgimentale e Mineralogica di Palazzo del Parco di Diano Marina, affidandola all’Istituto Internazionale Studi Liguri nominando Direttore del Museo la Dott.ssa Daniela Gandolfi.

La spesa per la gestione del museo a carico del Comune è fissata in 21 mila euro all’anno oltre all’incameramento dei biglietti di ingresso fino a 3.500 euro all’anno. Il comune verserà la somma in due rate all’anno.

La scelta può considerasi ottimale perché Istituto opera in stretta collaborazione con la Soprintendenza per l’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della città metropolitana di Genova e delle province di Imperia, La Spezia e Savona per la realizzazione dei suoi scopi statutari, che sono principalmente quelli di promuovere studi relativi all’antica civiltà ligure in ogni suo aspetto storico, archeologico, artistico, linguistico, etnografico e naturalistico, coordinando collaborazioni scientifiche internazionali, organizzando ricerche archeologiche, missioni scientifiche, scavi ed opere di conservazione dei monumenti, nonchè promuovendo pubblicazioni, corsi e conferenze e tanto altro.