I Carabinieri della Stazione di San Giuliano Vecchio hanno arrestato per rapina aggravata MEHDI HOZAL, cittadino marocchino di 19 anni, clandestino sul territorio nazionale e che inizialmente aveva riferito a militari di essere minorenne. Alle 00.50 del 10 novembre giungeva sul 112 una chiamata di una donna, ben conosciuta perché si prostituisce per strada dove contatta i clienti e li accompagna nel suo alloggio che ha nel centro storico della città, dicendo che un’altra donna, che vive con lei e che si prostituisce nello stesso alloggio, era stata contattata da un giovane nordafricano, di cui forniva una perfetta descrizione, il quale aveva chiesto e ottenuto di consumare con questa donna un rapporto sessuale per 30 euro e, dopo tale rapporto, aveva preteso in maniera minacciosa di riavere il denaro, passando poi alle vie di fatto, picchiando sia lei sia la sua amica, cercando di sfondare la porta di casa loro, finché le due donne decidevano di dargli il denaro richiesto pur di interrompere la sua violenza.

I militari di San Giuliano, che si trovavano già in centro città per rinforzare il controllo del territorio del capoluogo, arrivavano presso il palazzo indicato in meno di due minuti, notando per strada, davanti al palazzo dove era stato richiesto l’intervento, proprio la persona descritta nella telefonata, ovvero il 19enne, il quale aveva ancora tra le mani un bastone chiodato che alla vista dei carabinieri gettava per terra, venendo bloccato e immobilizzato dai i militari che poi contattavano le prostitute che avevano subito l’aggressione, ricostruendo quanto capitato. Intorno alle 00.15 il giovane nordafricano avvicinava una ragazza che si prostituisce per strada e le chiedeva il rapporto, pattuendo il prezzo di 30 euro. Giunti a casa della donna, consumavano il rapporto ma l’uomo, dopo essersi rivestito, diceva alla donna “ridammi i soldi”.


La donna si opponeva ma l’uomo la aggrediva, fino a portarsi nella stanza dove aveva visto che la donna nascondere i soldi. La donna contattava allora un’altra prostituta che vive con lei, la quale subito tornava a casa e notava il giovane nel cortile condominiale, dove la loro amica era riuscito nel frattempo a spingerlo, che cercava di sfondare la porta di casa loro. A quel punto l’uomo usava violenza con calci e pugni anche sulla donna intervenuta, facendola cadere a terra. Insieme e a fatica riuscivano a spingerlo fuori dal palazzo, ma il nordafricano rientrava nel cortile e prendeva nuovamente a calci la porta di casa che infatti, all’arrivo dei militari, era in parte sfondata con dei pezzi di legno proiettati per terra verso l’interno. Vista la violenza con cui agiva l’uomo, le donne decidevano di lanciare attraverso la porta la somma di trenta euro che l’uomo pretendeva, in modo da calmarlo e farlo allontanare. Il malfattore a quel punto desisteva dalla sua azione, ma nel frattempo le due donne avevano chiamato il 112 e la pattuglia, subito giunta sul posto, bloccava l’uomo ancora nei pressi e armato di bastone chiodato.

Il bastone veniva sequestrato e il giovane veniva accompagnato in caserma dove, a seguito di accertamenti sanitari, veniva appurato che non era minorenne coma da lui riferito, ma di almeno di 19 anni di età e veniva arrestato per rapina impropria anche in considerazione che nelle sue tasche veniva trovata a sequestrata la somma di trenta euro suddivisa in due banconote. Al termine della compilazione degli atti il giovane veniva accompagnato in carcere.