I fratelli Tartara hanno diffuso le macchine da cucire nell’alessandrino

La loro attività s’è svolta nel periodo compreso tra le due guerre per affermarsi definitivamente dopo il secondo conflitto mondiale


 

La macchina da cucire è stata inventata da Elias Hove (Stati Uniti 1819 ÷ 1867), pressoché nella metà del XIX secolo (1850).

Isaac Merrit Singer (1811 ÷ 1875) ha perfezionato il progetto con la posizione in direzione verticale dell’ago modificato con la a cruna in punta, migliora il premistoffa, sincronizza il meccanismo di trascinamento del tessuto, congegna, applica la pedaliera. L’Ufficio Internazionale dei Brevetti, con sede a New York, riconosce l’iscrizione al primo autentico creatore, scatenando non poche polemiche.

Singer ottiene comunque l’autorizzazione a produrre l’utensile su scala industriale nel 1851, diffonde il prodotto non solo fra le aziende tessili, pensa soprattutto alle famiglie, con la possibilità di acquisire il bene tramite pagamenti rateali. È stato il suo successo!

La macchina per cucire compie, da poco, il quarantesimo anno d’età quando Gaetano Caspani escogita un sistema per automatizzare l’invenzione, impiega l’accumulatore di energia cinetica erogata attraverso un sistema di molle, azionate da un pedale congegnato in maniera tale da regolare anche la velocità di cucitura.

Il lavoro manifatturiero è sensibilmente migliorato, in particolare accontenta i medici i quali han, sin d’oggi, sostenuto gli sforzi sottoposti dai muscoli delle gambe, un’immane fatica per le giovani operaie, applicate a questi … infernali marchingegni… per ore, ore al giorno.

Alberto ed Oreste intravedono ne la macchina per cucire la loro fonte di sostentamento così, dopo gli anni 30 del novecento, propongono il prodotto agli alessandrini: Alberto s’occupa dell’area cittadina, del novese, del tortonese; Oreste apre bottega a Valenza, ove i calzaturifici si moltiplicano, portando il prodotto nel casalese, nonché in Monferrato.

I fabbricanti di apparecchi per cucire, frattanto, si sono moltiplicati per cui s’accaparrano la rappresentanza dei migliori prodotti usciti sul mercato come: PHAFF, VIGORELLI, MUNDLOS, PHOENIS, LUTWAFF, ecc.., unendo, alla promozione di queste, anche l’offerta di apparecchi per tessere la lana, andando alla ricerca della migliore qualità per la maglieria, proponendo il marchio DUBIED.

I fratelli Tartara sono nelle fiere, da quella di San Giorgio, allora in piazza Garibaldi, a quella di San Giuseppe, con padiglioni davvero stupendi, meritevoli di essere ricordati per la raffinatezza con cui hanno esposto l’oggetto del loro commercio.

L’attività è stata diffusa anche in negozi, come in corso Roma ad Alessandria, altri a Tortona, Novi, stabilendo la sede definitiva in via Marengo, ove tuttora il nipote continua con la cortesia, la competenza di sempre nel prestigio della tradizione familiare.

Franco Montaldo 

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