Roberta Zemide giornalista iscritta all’albo dei professionisti ha lavorato per il giornale più rappresentativo della nostra provincia curando con attenzione le pagine di Valenza

Roberta ha lasciato questo mondo da qualche tempo; non è possibile dimenticarla, anzi s’apprezzano maggiormente i suoi scritti, per quelli ancora nei suoi pensieri, senza aver avuto il tempo di essere esternati.


Ha lasciato questo mondo fra la sofferenza di una malattia, non lunga, pur sempre indomabile, fra l’affetto delle persone a lei vicine, con la stima di chi gli è stato accanto.

La sua firma ha figurato nelle pagine del bisettimanale Il Piccolo redigendo puntigliosamente le pagine relative alla città  Valenza, curate con l’impegno di attenta osservatrice dei fatti, sempre riguardosa agli eventi, costantemente rivolta al lettore con riguardo, verso cui ha avuto grande rispetto, ritenuto … l‘ultimo destinatario del suo lavoro di cronista al quale ha dedicato parecchi anni della sua esistenza.

La Redazione del giornale ha apprezzato i testi firmati di suo pugno, all’occorrenza disposta a collaborare per ogni impegno richiesto.

La sua attività s’è sviluppata, è cresciuta per un …lavoro da lei amato… per la verità, non sempre facile, da esternare, smussando le difficoltà con il rigore professionale nella quale ha creduto per tutto il periodo in cui ha svolto quest’affascinante impegno, sorretta costantemente dalla coerenza, come traspare rileggendo i suoi scritti.

La verità è sempre stata nella sua penna, all’attenta ricerca, al contatto con i suoi interlocutori con i quali ha mantenuto un rapporto di reciproca considerata stima.

Lo stile innato ha contributo a sottolineare l’importanza della comunicazione, mirando alla comprensione per ogni fascia culturale dei suoi sconosciuti interlocutori,

meritando indiscutibilmente l’ammirazione.

La sua esistenza s’è consumata in un ambiente a lei congegnale, ogni evento riportato è stato, per così dire, filtrato attraverso la sua sensibilità, attenta a descrivere il fatto senza urtare l’animo di chi s’è sentito coinvolto, pur scavando nella più cruda realtà.   L’ultimo suo atto è stato quello di donare le cornee, una parte del suo corpo, ad una persona per migliorare l’esistenza.

Roberta ha saputo sfruttare anche questa risorsa.

                                                                                         Franco Montaldo