I Carabinieri della Stazione di Ozzano Monferrato, a conclusione di mirate indagini, hanno deferito in stato di libertà un pregiudicato 46enne di Saluggia (VC) per “truffa, sostituzione di persona, possesso e fabbricazione di documenti falsi, ricettazione e detenzione abusiva di armi”.

L’uomo lo scorso 8 marzo, in occasione della “Sagra dell’asparago” di Fubine aveva acquistato presso un negozio del luogo prodotti di bigiotteria pagando il relativo importo di 250 euro con un assegno circolare risultato poi privo di fondi. Nella circostanza aveva esibito un documento d’identità e un biglietto da visita risultati appartenenti ad un’altra persona che le indagini hanno tuttavia consentito di appurare fosse del tutto estranea ai fatti.


All’atto dell’incasso del titolo avvenuto nei giorni successivi, il negoziante si avvedeva della truffa, venendo informato dagli impiegati della banca che l’assegno era stato tratto da un conto corrente estinto e che, tra l’altro, non era neppure intestato al titolare dei documenti mostratigli dal truffatore. Da qui la denuncia ai Carabinieri che, grazie anche alla certosina ricerca tra le foto dei soggetti autori di analoghi reati presenti nella banca dati delle forze di polizia, riuscivano a identificare l’autore della truffa, accertando altresì che la carta d’identità utilizzata dal 46enne era stata rubata ed i carnet di assegni provenivano effettivamente da un conto corrente ormai “chiuso”. L’uomo aveva inoltre contraffatto il documento dell’ignaro titolare sostituendo con la propria effige quella originale.

Nel corso della successiva perquisizione presso il domicilio dell’indagato i militari sono riusciti a recuperare gli oggetti di bigiotteria,  corpo di reato della truffa che saranno restituiti ai legittimi proprietari, rinvenendo e sequestrando, altresì, altri tre carnet di assegni provenienti dal medesimo conto di quello utilizzato a Fubine nonché una spada tipo katana detenuta abusivamente.

Le indagini proseguono in quanto da ulteriori primi accertamenti risulterebbe che il 46enne avrebbe commesso, con lo stesso modus operandi, numerosi analoghi reati in diverse province del Piemonte.