Pubblichiamo di seguito la lettera che il segretario provinciale del PD Fabio Scarsi ha inviato al sindaco di Pontecurone Rino Feltro, reo di non aver concesso le strutture per la festa dell’Unità.

Egregio Sindaco,


nelle scorse settimane, da segretario provinciale del Partito Democratico, mi è capitato di visitare il Suo comune.

Come tradizione per chi svolge il mio ruolo, ho dedicato tempo alla visita delle numerose Feste dell’Unità che il mio partito organizza in giro per la nostra provincia. Oltre che un piacere, ritengo un dovere condividere almeno qualche serata con i moltissimi volontari, iscritti e non iscritti al partito di cui sono segretario, che dedicano una parte rilevante del loro tempo ad organizzare queste feste. Le Feste sono soprattuto il tradizionale impegno di una comunità politica per stare tra la gente, per creare occasione di svago e intrattenimento e per essere parte attiva delle proprie comunità territoriale di riferimento. Non saprei come definirlo se non un impegno civile per cui provo un grandissimo orgoglio. Qualche volta, se siamo fortunati, il grande lavoro dei nostri volontari ci consente di chiudere I bilanci con un utile che finanzia l’attività del partito sul territorio durante l’anno, ma molto spesso a malapena chiudiamo i conti in pareggio. Ma non demordiamo. Le moltissime persone che mangiano nei nostri ristoranti a prezzi abbordabili anche per i meno abbienti, che hanno un’occasione di svago per uscire una sera o magari per ballare gratuitamente, sono per noi una motivazione sufficiente per continuare ad investire le nostre energie.

Per questo, visitando la Festa di Pontecurone, sono venuto a sapere con grande dispiacere della Sua decisione di negare l’utilizzo di alcune strutture (palco, pista e sedie) alla locale Sezione del PD, in occasione della recente Festa dell’Unità.

Avendo visionato le carte per comprendere la ratio del Suo diniego, con stupore leggo nella lettera di risposta alla richiesta, firmata per Suo conto dal Responsabile del Servizio in data 23/08/2016, che “…l’istanza non può essere accolta perché tale materiale viene reso disponibile solo alle Associazioni locali…”. Tale concetto viene da Lei ribadito nel comunicato del 12/09/2016, apparso sul sito del Comune di Pontecurone.

Mi perdoni la franchezza, ma mi sembra un’argomentazione strumentale. Di certo è infondata giuridicamente, se è vero che l’art. 49 della Costituzione nel pronunciare che “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”, riconosce ai partiti stessi proprio la dignità di Associazione. Non mi dilungo, ma possiamo trovare in enciclopedie e manuali di diritto un univoco riconoscimento di questo dato di fatto.

Inoltre, rispetto al principio di sussidiarietà orizzontale cui secondo Lei il PD di Pontecurone non risponderebbe, non dovrebbe certo toccare a me, più giovane di lei e non pontecuronese, ricordare in quante iniziative nel corso degli anni i volontari del circolo locale hanno collaborato per lo sviluppo del Suo paese, per iniziative benefiche, e anche, certamente, per iniziative ricreative e di socializzazione quali sono le feste.

Dal che non mi resta che pensare che, rispetto ad ogni altra associazione, proprio il circolo locale del PD, specificamente, sia oggetto di una deliberata discriminazione. E ciò mi fa interrogare sulle motivazioni. Pur non essendo un politico di lungo corso, ed essendomi avvicinato di recente alla politica, ho ormai imparato quante incomprensioni e tensioni possano accumularsi magari in relazioni a campagne elettorali. Ma credo debbano essere superate.

Spesso alcuni si avvicinano ai partiti e li blandiscono esclusivamente per propri tornaconti ed utlità personali e magari lì cercando appoggi per le proprie carriere personali. Questo è sbagliato, e costituisce una delle cause della sfiducia che molti nutrono nei partiti. Ma altrettanto sbagliato, e a mio avviso contrario ai contenuti del primo comma dell’art. 3 della costituzione, è discriminare i volontari del Partito Democratico che organizzano la Festa dell’Unità, rispetto a quelli di qualsiasi altra associazione. Negando loro attrezzature che si rendono liberamente disponibili ad altri e che peraltro restano magari inutilizzate.

Per questo, senza abbandonarmi ad una puntigliosa confutazione delle argomentazioni con cui ha giustificato le Sue posizioni, La pregherei sentitamente di rivederle. La politica in questo Paese è già intrisa di troppe polemiche, cerchiamo, se possibile, una costruttiva cooperazione nell’interesse preminente dei cittadini.

 

Sperando che questa mia sia colta come un’occasione di confronto,

Le porgo I miei migliori saluti.

Il segretario provinciale del PD di Alessandria Fabio Scarsi