E’ accaduto giovedì 18 agosto in un negozio di frutta nel centro di Tortona: un turista italiano proveniente da fuori passa, si ferma, entra e acquista della frutta per 8,25 euro.

Il titolare del negozio stampa lo scontrino “non fiscale” ma quando il cliente chiede quello successivo, relativo al “pesato” si sente rispondere che non è usanza. L’ennesima “scusa” del commerciante per evitare di pagare il 22% di Iva relativa.


Il cliente però insiste e quando si arriva alla discussione e il commerciante stampa lo scontrino fiscale  arriva la sorpresa:  il prezzo finale è più alto del reale, di quello cioé che era stato pesato dalle bilance.

Si tratta “solo” di 25 centesimi pari al 3% del totale, ma perché rincarare il prezzo finale per cercare di “compensare” quel 22% di Iva? Non è un furto o una presa in giro nei confronti del cliente?

E’ quello che ha pensato il lettore, che non era di Tortona ma di un Comune della provincia di Alessandria. L’uomo  si trovava in visita in città e ha pensato bene di scriverci mandandoci le immagini  dei due scontrini, che pubblichiamo puntualmente.

Naturalmente non tutti i commercianti tortonesi sono come quello in questione, ma quando ci si lamenta che il Commercio è in crisi e la gente non compera più a Tortona, forse sarebbe anche il caso di domandarsi se episodi come questo possano in qualche modo influire, perché è evidente che non solo il lettore non entrerà più in quel negozio, ma farà sicuramente una cattiva campagna pubblicitaria nei confronti dei commercianti tortonesi, raccontando a tutte le persone che conosce com’è stato trattato (male) a Tortona.

Se il commerciante oltre allo scontrino fiscale gli avesse pure tolto 25 centesimi facendogli lo “sconto” il cliente, invece, avrebbe sicuramente parlato bene di quel negozio e del commercio tortonese in generale.

A volte anche 25 centesimi possono fare la differenza…….

SCONTRINO FINALE