I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Alessandria hanno arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, minacce aggravate e danneggiamento aggravato Precious Ogbobar, cittadino nigeriano di 23 anni, con precedenti di polizia. Due gazzelle intervenivano con urgenza alle 20.00 del 21 luglio in via Maria Bensi perché un uomo, anch’egli nigeriano, aveva segnalato al 112 che l’Ogbobar, da lui ospitato in casa, stava distruggendo mobili e suppellettili della sua abitazione, dopo averlo minacciato con un coltello e un martello.

Le due gazzelle giungevano in maniera rapidissima e prendevano contatti con il richiedente che spiegava che in casa sua il nigeriano, suo ospite, stava sfasciando ogni cosa. Corsi nell’alloggio, i militari entravano in casa e trovavano il 23enne che, completamente ubriaco, tentava di aggredire nuovamente il connazionale che lo aveva ospitato. Il 23enne veniva invitato dai militari a lasciare l’alloggio perché il connazionale, titolare del contratto d’affitto, non lo voleva più ospitare, ma il 23enne si alterava e, dopo avere cominciato a urlare e agitarsi, saltava su un letto per prendere lo slancio e colpire più volte il muro a testate. Visto che l’alcool in corpo non lo faceva più ragionare, i militari decidevano di bloccarlo per impedirgli di proseguire i gesti autolesionistici, ma l’Ogbobar si rivoltava e colpiva i militari con calci e pugni, senza provocare loro lesioni, motivo per cui veniva immobilizzato e ammanettato.


Veniva richiesto l’intervento del 118 che giungeva sul posto, ma il nigeriano rifiutava categoricamente il trasporto in ospedale e veniva curato sul posto dai sanitari per le ecchimosi riportate colpendo a testate il muro. I militari ricostruivano con il padrone di casa la vicenda che era nata alcuni giorni prima quando aveva incontrato l’Ogbobar nella zona della stazione ferroviaria mentre chiedeva l’elemosina. Impietositosi per la sua situazione di difficoltà, gli aveva proposto di dormire alcune notti da lui. Lui però doveva rimanere fuori casa tutto il giorno per lavoro ma, una sera dei giorni precedenti al fatto, aveva visto che Ogbobar aveva portato a casa sua molti suoi effetti personali. Il padrone di casa gli faceva presente però che poteva ospitarlo temporaneamente e che non doveva portare tutta quella roba, avendo una discussione animata con il 23enne.

Quel giovedì 21 luglio però, al rientro a casa, apriva al porta e notava la casa completamente a soqquadro e l’Ogbobar, alterato dagli alcoolici, che lo affrontava a minacciava con un coltello. Lui lo invitava a calmarsi, ma il 23enne buttava il coltello e lo aggrediva spingendolo per terra e colpendolo più volte al petto con dei pugni. A quel punto la vittima scappava sul pianerottolo di casa e chiamava il 112 richiedendo l’intervento dei militari, ma veniva aggredito una seconda volta dall’Ogbobar, questa volta armato di martello, con la minaccia di ammazzarlo. L’uomo a quel punto si divincolava e scappava fino all’arrivo dei carabinieri che arrestavano il 23enne, che nel frattempo aveva spaccato piatti, bicchieri, ante di armadi e altri oggetti di arredamento della casa. Accompagnato in caserma, veniva messo in cella di sicurezza in attesa della convalida dell’atto, ma è stato nel frattempo necessario farlo visitare presso il pronto soccorso per i dolori al capo conseguenti alle testate sferrate al muro. Una volta curato, nella mattina del 22 luglio veniva accompagnato in tribunale dove l’arresto veniva convalidato e veniva condannato a un anno di reclusione con la sospensione condizionale e subito rimesso in libertà.