. Nel pomeriggio di ieri altri due tentativi di truffa sono stati sventati grazie al tempestivo intervento della Polizia. Una signora di 94 anni è stata contattata sul telefono fisso della sua abitazione un uomo che, presentatosi come dipendente dell’INPS, ha cercato di convincere l’anziana a consegnare 300 Euro. Con questi soldi lui stesso si sarebbe prodigato per sbloccare una pratica del marito della donna pendente all’INPS e avrebbe fatto ottenere agli anziani coniugi un’indennità pari a 11.000 Euro. La donna, insospettitasi, ha contattato le forze dell’ordine che prontamente sono intervenute sul posto mettendo in fuga i malviventi. Gli Agenti hanno perlustrato accuratamente tutte le vie limitrofe all’abitazione della signora, alla ricerca di autovetture sospette con a bordo i complici pronti ad intervenire che però si erano già dileguati.

Dopo pochi minuti è giunta al 113 una nuova segnalazione di truffa in atto che ha visto coinvolta in questo caso una coppia di anziani residenti nella stessa via dell’anziana signora che poco prima aveva subito il tentativo di raggiro. In questo caso il truffatore ha cambiato strategia presentandosi come Avvocato VARANI e riferendo di essere in collegamento con i Carabinieri di Pavia. Il finto avvocato ha riferito alla coppia che un loro figlio era stato coinvolto in un incidente stradale e che per poter risolvere la vicenda senza passare per le vie giudiziarie, i due avrebbero dovuto pagare 3500 Euro. Il truffatore ha quindi aggiunto che avrebbe mandato un suo collaboratore di fiducia, tale Roberto, a riscuotere la somma pattuita. Ritenendo considerevole la somma richiesta, la coppia ha palesato delle difficoltà a corrisponderla per intero. A quel punto il finto avvocato li ha tranquillizzati riferendo loro che anche con un anticipo la situazione si sarebbe potuta risolvere, in attesa del saldo da concordare in un momento successivo. Le parti si sono dunque date appuntamento direttamente presso l’abitazione dei due coniugi, dove dopo pochi minuti si è presentato il finto collaboratore del truffatore, che con fare frettoloso ha invitato i coniugi a corrispondere l’anticipo pattuito. Fortunatamente i coniugi, alla vista del secondo truffatore, si sono insospettiti e, mentre il marito ha intrattenuto l’uomo nell’ingresso, la moglie si è appartata nella cucina ed ha composto il 113. La Sala Operativa, intuito il raggiro, ha immediatamente inviato sul posto una pattuglia. Il truffatore, compreso che i coniugi si erano insospettiti, a quel punto ha abbandonato frettolosamente l’abitazione e si è dato alla fuga a piedi nelle vie limitrofe.


Gli Agenti, nel frattempo sopraggiunti, hanno fatto svariati giri di controllo nelle vie limitrofe alla ricerca del truffatore senza però riuscire a rintracciarlo. Subito dopo hanno preso contatti con le vittime che hanno segnalato un uomo robusto, di circa 45 anni senza però riuscire a fornire altri particolari. Altri episodi di truffa, in qualche caso andati a buon fine, si erano verificati nelle scorse settimane. Si segnalano di seguito alcune delle zone più colpite nell’ultimo periodo con i modus operandi maggiormente utilizzati dai truffatori. Nella zona tra viale Libertà, corso Manzoni e via Riviera si segnalano alcuni episodi di raggiro posti in essere anche con la complicità di donne. Queste ultime individuano a piedi i malcapitati (quasi sempre uomini anziani) e con il pretesto di dover effettuare delle pulizie a casa di un non meglio precisato condomino dello stesso stabile in cui abita la vittima, si fanno aprire il portone del condominio. A tradire le vittime in questi casi è il fatto che le truffatrici non comunicano un nominativo di fantasia ma il nome di un condomino reale dopo averlo letto tra quelli presenti sul citofono. In questo modo riescono ad intrattenere la vittima sul pianerottolo e, mentre una la distrae, l’altra si introduce furtivamente nell’abitazione asportando gli oggetti di valore più in vista. Un altro episodio di furto con raggiro, verificatosi in diversi punti della città, tra cui la zona di via Tasso e la zona di viale Partigiani e lungo Naviglio, posto in essere da una donna tra i 25 ed i 35 anni, consiste nell’individuare uomini di mezza età o anziani e fingere di conoscerli o di essere interessate a loro. In questo modo, sfruttando le debolezze delle vittime, le truffatrici – che probabilmente possono contare su un complice che, controllando la zona, subito dopo le fanno salire su un’autovettura e le portano via prima dell’arrivo della Polizia – protendono le braccia al collo della vittima e con una mossa repentina riescono a sfilargli orologi o catenine di valore. Il prototipo di truffatrice in questi casi generalmente corrisponde a quello di una donna di bella presenza, carnagione olivastra, talvolta con addome pronunciato come se si trattasse di persona in stato di gravidanza; in altri casi invece ad agire, come detto, sono due donne (di mezza età) che si presentano come addette alle pulizie o badanti in cerca dell’abitazione del proprio datore di lavoro o alla ricerca di un lavoro. Dalla zona di città Giardino continuano a pervenire segnalazioni da parte di finti vigili, poliziotti o carabinieri che riferiscono alle vittime che stanno procedendo in merito a dei furti che si sono verificati nella loro zona, chiedendo loro di verificare se per caso fosse stato asportato qualcosa anche dalle loro abitazioni. Le vittime, spaventate, alla costante presenza dei malfattori, cominciano a verificare che non vi siano ammanchi di contanti e preziosi, talvolta aprendo anche le casseforti. Alla vista degli oggetti di valore i malfattori o se li fanno consegnare in un sacchetto con il pretesto di metterli al sicuro o li fanno lasciare dov’erano, riuscendo a trovare subito dopo il modo di distrarre le vittime e far intervenire un complice che preleva tutto. Un’altra della zone particolarmente colpite negli ultimi giorni è la zona del Vallone, viale Campari, viale Cremona, San Pietro in Verzolo e vie limitrofe. In questi casi le modalità di truffa sono molteplici. Una delle più frequenti è la classica telefonata del finto avvocato o carabinieri che riferisce che il figlio della vittima è stato coinvolto in un incidente stradale e che per evitare guai giudiziari è necessario pagare un importo che può variare da qualche centinaio a qualche migliaio di euro. A questo punto, se la vittima cade nel tranello, il truffatore, se si è presentato come Avvocato, fa intervenire sul posto un finto collaboratore; se invece si è presentato come appartenente alle forze dell’ordine, anticipa alla vittima che un collega arriverà sul posto a riscuotere la somma pattuita. Continua ad essere particolarmente frequente la tecnica del finto tecnico del gas o del finto dipendente dell’acqua. Sono ancora numerosi i truffatori, che indossando pettorine con falsi cartellini recanti codice identificativo o addirittura presentandosi con finti attrezzi atti alla rilevazione di perdite di gas o di acqua, riescono a farsi aprire la porta di casa da ignare vittime. In questo caso, nella stragrande maggioranza dei casi, interviene un complice che, agevolato dal fatto che il primo truffatore distraendo la sua vittima è riuscito a fare in modo che la porta d’ingresso rimanga socchiusa, accede nell’appartamento e, indisturbato, si appropria di beni ed oggetti di valore. Quanto alle fasce orarie in cui i truffatori entrano in azione, specie negli ultimi tempi si è riscontrato che le truffe vengono perpetrate soprattutto nelle prime ore del mattino, talvolta già dopo le 08.00. Si tratta infatti di una fascia oraria particolarmente sensibile poiché sono i primi minuti in cui gli anziani vengono lasciati da soli dai figli che si recano a lavoro o anche perché sono le fasce orarie in cui gli anziani preferiscono uscire di casa per le commissioni ed evitare così di farlo con il caldo. In quest’ultimo caso, l’anziano viene seguito nelle sue operazioni, o in parte di esse, fino al rientro in casa dove, una volta compreso che la vittima si trova da sola all’interno dell’abitazione, viene posto in essere il raggiro in una delle modalità sopra indicate. In considerazione del fatto che il fenomeno delle truffe in danno di anziani non accenna a diminuire, si rammenta alla popolazione di prestare particolare attenzione e contattare immediatamente le forze dell’ordine in presenza di persone sospette che si qualifichino quali appartenenti alle forze dell’ordine o ad enti o aziende di pubblico servizio e non (quali addetti alla manutenzione di strade e/o ad effettuare interventi di riparazione di reti fognarie o elettriche). E’ opportuno diffidare di persone estranee che, talvolta indossando finte uniformi e talvolta qualificandosi come liberi professionisti, si presentano direttamente alla porta della vittima offrendo loro aiuto o fingendo di essere stati mandati da ignari amministratori condominiali o da qualche parente per il disbrigo di pratiche di ogni genere. Se del caso, si raccomanda di non esitare a chiedere a chiunque, se non espressamente conosciuto, si presenti al citofono e chieda di entrare, il motivo della sua presenza, contattando nel frattempo le forze dell’ordine per una rapida verifica sul posto. Anche in caso di tentativo di raggiro posto in essere telefonicamente, il consiglio è di comporre il 113 o il 112 e segnalare immediatamente l’accaduto alle forze dell’ordine. Inoltre, nell’ottica di una collaborazione con le forze dell’ordine e di solidarietà di vicinato, si invita la popolazione tutta a prestare attenzione ogniqualvolta dovesse capitare di vedere, nei pressi delle proprie abitazione o di quelle di anziani, o nei pressi di esercizi commerciali, persone sospette o completamente estranee. Le segnalazioni dei titolari di esercizi commerciali che insistono sulla pubblica via possono essere molto utili a prevenire tali fenomeni ed a segnalare particolari dei malviventi e targhe di autovetture sospette che spesso, a causa dell’età avanzata, le stesse vittime non sono in grado di rivelare. Le fasce orarie di maggior pericolo, come detto, sono quella della mattina e del primo pomeriggio. Rarissimi sono i casi in cui detti episodi si sono verificati a pomeriggio inoltrato.