Se per i grandi magnati internazionali il calo del petrolio può essere una cattiva notizia, per i comuni cittadini, come le famiglie di Alessandria, potrebbe rappresentare invece un vantaggio. Senza entrare troppo nei tecnicismi, al calo del prezzo del greggio si è aggiunto per altri motivi, come la debole crescita economica mondiale, l’abbondanza di gas in Europa, la diminuzione  dei costi di trasporto e delle attività connesse all’approvvigionamento, anche quello del gas e ciò si è tramutato in un risparmio sul mercato europeo per tutti i consumatori.

Ad annunciarlo è stata l’Autorità per l’Energia, che ogni tre mesi è obbligata a revisionare il prezzo di riferimento di elettricità e gas per il mercato tutelato. Parliamo di tutti quegli utenti che in questi anni non hanno aderito alle offerte di altri operatori e non sono mai passati al mercato libero. Per loro proprio dal primo aprile scorso sono scattati notevoli ribassi tariffari che saranno visibili nelle prossime bollette.


 

Quanto risparmierà il consumatore

Concretamente tutto questo si tradurrà in un risparmio sulla luce pari al 5% e del 9,8% per il gas.  La spesa di una famiglia tipo del nostro territorio per quest’ultimo sarà infatti di circa 1.076€ con un risparmio di circa 59€ rispetto all’anno precedente. Quindi, per tutti coloro insoddisfatti o desiderosi di cambiare la propria fornitura gas si consiglia di approfittare del notevole calo di prezzo e di confrontare le offerte gas dei principali fornitori in Italia ad esempio su Facile.it , in modo da scegliere il servizio adatto alle proprie esigenze al prezzo più conveniente.

Secondo le associazioni dei consumatori, in realtà, questa è la dimostrazione che i prezzi di riferimento del mercato tutelato funzionano e che sarebbe un grave errore, la sua abolizione, prevista nel DDL sulla Concorrenza che dovrebbe entrare in vigore il primo gennaio 2018. In particolare, l’Unione Nazionale Consumatori sostiene che “Nel mercato libero, chi ha optato per i prezzi bloccati non ha usufruito delle riduzioni di prezzo che ci sono state a partire dal 2015. In media, chi ha rinunciato al mercato di maggior tutela ha finito per pagare, il 16,7% in più per la luce (+42,5 euro annui la famiglia tipo) e il 7,9% per il gas”.

 

Sempre più contro la tassazione

Anche il Codacons si oppone fermamente al tema della tassazione, sostenendo che: “I maxi-ribassi potrebbero essere più pesanti se si arrivasse in Italia ad un taglio delle tasse sull’energia: la pressione fiscale incide sulle bollette della luce per il 37% e del 34% su quelle del gas. Situazione ben diversa in Europa, dove la tassazione media è del 32% sull’elettricità e del 23% sul gas”.

Ad essa fa eco la Federconsumatori, la quale punta il dito contro il Governo affermando che “la percentuale di fruizione del bonus da parte delle famiglie aventi diritto è ancora del tutto marginale” e denuncia l’aumento ingiustificato delle bollette dell’elettricità a causa della modifica tariffaria introdotta nel settore dell’energia elettrica.

Una riforma che già fa sentire il suo peso sui costi e che penalizza in particolar modo i consumatori virtuosi, quelli che improntano le proprie abitudini al risparmio ed all’efficienza energetica, facendo riferimento ad una recente riforma introdotta dalla stessa Autorità dell’Energia che ha approntato un piano economico basato sul riequilibrio del peso delle bollette a favore dei nuclei familiari che consumano di più ed a scapito di chi consuma meno, percentuale però assai elevata in quanto rappresenta ben due terzi del totale dei consumatori.