Lo stavano spennando come un pollo: gli avevano già portato via 26 mila euro e lo avevano convinto a vendere un appartamento a Tortona per versare loro altri soldi, ma la truffa architettata benissimo ai danni di un pensionato tortonese é stata scoperta grazie alla solerzia dell’impiegata dell’Ufficio postale di Tortona che ha chiamato i carabinieri.

I soldi, gli assegni e finti gioielli

I soldi, gli assegni e finti gioielli

La vicenda risale ai primi giorni di dicembre e vede protagonisti due giovani poco più che trentenni: lui alessandrino, M.M. di 31 anni, disoccupato, lei I.M. 32 anni, tortonese di origini rumene.

I due, che a quanto pare sono fidanzati, un mese fa, grazie ad un amico, conoscono L.M. pensionato tortonese di 66 anni, con un buon stato economico essendo possidente terriero, ma come portalettere in pensione, l’uomo aveva affidato la quasi totalità dei suoi averi proprio alle poste e alla fine é questo particolare che é costato caro alla coppia di truffatori.

I due, infatti, venuti a conoscenza del buon stato economico dell’uomo decidono di approfittarne. La donna, riesce a far innamorare l’uomo di lei: lo seduce, comportandosi come se fossero ormai fidanzati, mentre il vero compagno di lei, l’alesandrino di 31 anni, si spaccia per un importante gioielliere di Valenza.

Lei desidera dei regali  e l’anziano li acquista proprio dal falso gioielliere che gli rifila anelli “fondi di bottiglia” e orologi brutte copie dei costosissimi “Panerai”, per alcune migliaia di euro. Lo convincono a vendere anche l’appartamento di Tortona per 180 mila euro. La donna M.M. sa già come investire l’eventuale incasso: altri “fondi di bottiglia”.

A Natale, tutti e tre, trascorrono le vacanze al mare, a Rapallo. Lui è innamorato e parla già di matrimonio ignaro di essere vittima di una truffa.

A Rapallo i due  lo convincono a spendere 5 mila euro per un’auto “Mini” usata, che servirà alla donna per accompagnarlo alle visite mediche. Rientrati a Tortona, si recano all’ufficio postale, dove l’anziano ordina il prelievo: l’impiegata, per regolamento aziendale, non può consegnare la cifra in contanti.

Il finto gioiellerie che era con loro cerca di superare il problema aprendo un nuovo conto corrente postale per effettuare il giroconto, ma l’impiegata postale, insospettita, avverte i Carabinieri che arrivati all’ufficio postale, intervengono.

Il pensionato viene ascoltato per tutto il pomeriggio di sabato: solo parlando con i militari capisce di essere stato raggirato. Intanto, la coppia è trattenuta in caserma mentre l’appartamento di Rapallo dove i tre hanno trascorso le feste, viene perquisito e all’interno i militari trovano un anello ed orologio falsi, nonché tre assegni postali già compilati e firmati per oltre 10.000 euro e 999 in contanti.

Per fortuna, il denaro sottratto è stato interamente recuperato.

La rumena e l’alessandrino nella giornata di  vengono quindi arrestati con l’accusa di  truffa aggravata e nella mattinata di oggi, lunedì, condannati dal Tribunale di Alessandria: per l’uomo, 1 anno e 6 mesi di reclusione, oltre a 320 euro di multa, per la donna 1 anno e 280 euro.

I due truffatori, però hanno potuto usufruire della sospensione condizionale della pena e sono stati lasciati liberi.

Il pensionato che a quanto pare non ha parenti, invece, é stato assegnato alle cure dei servizi sociali del Comune per evitare che altri possano abbindolarlo come hanno fatto i due.

4 gennaio 2015

carabi L