truffa dello specchietto auto inseguimento  - QI Carabinieri della Stazione di Spinetta Marengo hanno denunciato un cittadino italiano di 35 anni, residente in provincia di Siracusa, pluripregiudicato. L’uomo appartiene all’etnia dei “camminanti”, originari del siracusano, ed è l’autore della spregevole e ben nota “truffa dello specchietto” commessa in danno di automobilisti.

La tecnica è sempre la stessa. Il malvivente individua il “bersaglio”, solitamente un automobilista in fase di incrocio o di sorpasso, lancia o fa lanciare da un complice qualcosa che faccia rumore sulla carrozzeria dell’auto della vittima e lo insegue fino a farlo fermare.


A questo punto il malvivente mostra all’altro conducente lo specchietto rotto della propria autovettura e recita un copione collaudato sostenendo che lo specchietto si è danneggiato nell’impatto, che si tratta di un ricambio costoso e che è meglio non far intervenire le forze dell’ordine per evitare multe o altro, ma risolvere la controversia in modo amichevole. Dopo qualche riluttanza, la vittima evidentemente infastidita dall’idea di dover rispondere del misfatto davanti alle forze dell’ordine o semplicemente per non perdere tempo decide di liquidare il danno inesistente con qualche centinaio di euro.

Il tutto si risolve spesso senza che la vittima faccia neppure denuncia. Un fatto analogo è capitato ad Alessandria i giorni scorsi quando un 45enne ha risarcito un danno, in realtà non da lui provocato, di cento euro. In questo caso però la vittima ha annotato la targa dell’auto del truffatore e, incrociando i dati di altre denunce, i militari sono presto arrivati a dare un nome e un volto al malvivente. Il fatto risale al 29 settembre ai danni di un automobilista di Alessandria il quale si trovava a transitare in via Sclavo e ha sentito un colpo sulla parte destra del suo veicolo notando il suo specchietto chiuso. Si fermava a controllare e dietro di lui arrivava una Fiat Bravo di colore blu e l’uomo alla guida gli mostrava uno specchietto rotto della sua auto, dicendogli che lo aveva appena urtato procurandogli il danno. La vittima chiedeva di compilare la constatazione amichevole, ma il truffatore spiegava che la cifra del danno era di soli cento euro e che potevano concludere subito senza ulteriori strascichi.

La vittima allora prendeva dal portafoglio due banconote da 50 euro e le consegnava al truffatore, concludendo quindi la vicenda senza ulteriori formalità, ma il truffatore lo rincorreva fino alla macchina dicendo che non gli aveva dato due banconote da 50 euro, ma una da 50 e una da 10 euro. La vittima allora prendeva un’altra banconota da 50 euro e la consegnava all’uomo. Il truffatore a quel punto scappava velocemente dal posto e la vittima veniva avvicinata da una persona che aveva notato la scena e lo avvisava che se gli avevano chiesto dei soldi per strada poteva essere una truffa. Realizzato di essere stato truffato, sporgeva denuncia e forniva la targa ai militari, dalla quale si risaliva all’autore del fatto, già molte volte denunciato in altre zone d’Italia per fatti analoghi. Ora, anche per questo fatto commesso ad Alessandria dovrà rispondere di truffa aggravata.

5 ottobre 2015