papa roma - QCarissimo direttore,

sono padre Roberto francescano dell’ordine dei cappuccini, gia’ da quattro anni presto servizio pastorale presso i campi nomadi sinti di Tortona e Voghera, con loro condivido gran parte della mia vita e delle mie giornate. vorrei raccontarle un’ esperienza bellissima che a roma ho condiviso, con oltre cinquemila sinti e rom.


Dal 23 al 27 ottobre nella capitale le rappresentanze nomadi del mondo si sono ritrovate per condividere nella festa e nella fede la propria appartenenza ecclesiale (L’incontro del Papa con queste comunità – ndr) . Roma per tre giorni si e’ ritrovata, fianco a fianco, con tantissime persone, “un mondo che e’ considerato a parte”: gli zingari.

Non so se i romani se ne siano accorti, forse alcuni pregiudizi la sanno lunga, di certo tutto cio’ che si legge solitamente sui giornali da questo evento non e’ emerso, non e’ scattato il solito appiglio xenofobo. Musicisti, cantori, attori, ballerini e giocolieri con tanto entusiasmo, superando paure e incomprensioni, si sono riversati nelle piazze e nelle strade e a mo’ di menestrelli e cantastorie, hanno raccontato la propria bellezza di appartenere al popolo sinto e rom.

Cultura e fede si sono strette la mano, attraverso volti umani, semplici e spontanei. le giornate arricchite da incontri spirituali, riflessioni e meditazioni, excursus alla capitale hanno avuto infine centro e sintesi nell’incontro di lunedi’ 26 con il santo padre il papa nell’aula nervi. noi eravamo presenti in 200 persone, lombardia e piemonte, tutte famiglie con numerosi giovani e bambini, 8 sacerdoti di cui tre francescani. cosa e’ accaduto? la nostra band “romane ciave” accompagnata dal coro dei bambini di Tortona e Pavia, avente il sottoscritto come maestro di coro, si e’ esibita con alcuni canti francescani e della lingua sinta davanti ad una folla di persone, coinvolgendo tutti nel ritmo di una affascinante gioia fraterna. ancor di piu’e’ stata la presenza del papa che dalle sue parole spontanee e dal suo discorso ci ha abbracciati tutti. parecchi dei nostri sono riusciti ad incontrarlo personalmente e ricevere da lui conforto e benedizione. il santo padre ci ha detto:

i nomadi nella chiesa non sono ai margini, ma sotto certi aspetti, sono nel centro, sono nel cuore, sono nel cuore della chiesa.

Ci auguriamo che da quest’incontro le speranze e attese del popolo nomade possano essere occasione d’incontro, affinche’ abbattendo muri e barriere, possiamo insieme creare nei nostri paesi la “la civilta’ della verita’ e dell’amore” (giovanni paolo ii)

Frate Roberto

28 ottobre 2015