treno intercity - QSe non arriveranno modifiche, dal 14 dicembre prossimo quando entrerà in vigore l’orario invernale delle ferrovie 84 treni intercity italiani cesseranno di esistere.

Di questi, a rischio ce ne sono 28 he passano in provincia di Alessandria su tre fra le linee più frequentate dai viaggiatori. Milano-Genova, Torino-Piacenza e Torino-Genova.


Il motivo di questa soppressione è è colpa dello Stato.

I treni, in Italia, sono di tre tipi: ci sono quelli a libero mercato, che si pagano da soli con il prezzo del biglietto, come le Frecce Rosse, poi ci sono i regionali, pagati in minima parte dai biglietti e soprattutto dalle varie regioni che devono assicurare la mobilità dei propri cittadini ed infine gli Intercity che vengono pagati soprattutto dallo Stato perchè anche in questo caso i biglietti non coprono le spese.

A quanto pare Trenitalia non ha i soldi per pagare gli Intercity al 100% e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha interrotto il finanziamento di tutti i treni intercity, delegando unicamente al trasporto regionale la mobilità dei pendolari. Siccome le le regioni hanno a malapena i soldi per pagare i terni regionali, ecco spiegata la soppressione dei treni intercity.

A Tortona rischiano la soppressione tre intercity per Milano: il 674 delle ore 17, il 680 delle 19 e il 682 delle 20, oltre a 4 intercity per Genova: il 651 delle 6,59, il 659 delle 9,59, il 665 delle 12,59 e il 679 delle 19,02.

A Novi gli intercity a rishio di soppressione sono cinque mentre ad Alessandria 16.

In merito alla questione lunedì mattina le segreterie provinciali del Partito Democratico e dei Giovani Democratici di Alessandria hanno diramato il seguente comunicato:

 

“Un cambio di direzione nei trasporti ferroviari La decisione, o meglio la non decisione, di rinnovare Il contratto di servizio per il trasporto universale, sovvenzionato dallo Stato, scaduto il 31 dicembre 2014, per il nostro territorio può significare la perdita delle 8 coppie di Intercity che collegano Torino a Genova ( classificati tra l’ altro come “ad alta frequentazione ” ) e i residui collegamenti diretti con il Sud, come peraltro denunciato anche Assoutenti, riportando la voce preoccupata dei pendolari. Va rilevato che l’affluenza per tali treni è intensa e non solo da parte di clientela “d’élite” o occasionale, ma da lavoratori, studenti e quanti utilizzano un mezzo sicuro e sufficientemente veloce per spostarsi verso Torino e Genova. Riteniamo altresì sbagliato, in una compensazione tra territori che non condividiamo, la proposta, speriamo abbandonata, di dirottare i risparmi di questi tagli verso altri collegamenti, meno frequentati, del Piemonte. Al progressivo impoverimento dei collegamenti viaggiatori si unisce la già manifestata preoccupazione per il trasporto merci su ferro con progetti che non sembrano incentivarne lo sviluppo. Certi di interpretare il comune sentire della nostra provincia,dei nostri Sindaci e della nostra comunità, chiediamo alla Segreteria regionale del Partito Democratico del Piemonte e alla Giunta del Presidente Chiamparino di intervenire per risolvere quella che rischia di essere un ulteriore difficoltà per la già non buona situazione dei trasporti alessandrini.”

28 settembre 2015