bardone IChe i social network fossero importanti lo abbiamo sempre saputo, ma che un sindaco invece che predisporre comunicati stampa inviandoli a tutti gli organi di informazione compresi giornali cartacei, radio e Tv locali, rispondesse ai cittadini sulla sua pagina di Facebook, francamente ci ha lasciato interdetti.

Di seguito pubblichiamo il lungo comunicato del sindaco di Tortona per farlo leggere anche ai nostri numerosi lettori che non sono iscritti a Facebook. Visto che noi non visitiamo mai la bacheca Facebook di Bardone, il sindaco ha avuto la compiacenza di pubblicarlo anche sulla pagina Facebook del nostro giornale per cui ve lo “giriamo” integralmente


Si tratta di un comunicato importante che riguarda i profughi, nel quale il sindaco spiega la sua posizione.

Prima di pubblicare il comunicato integrale sul quale ritorneremo ancora con un altro articolo per commentare alcuni passaggi, ci permetta, il primo cittadino di sollevare una questione non di poco conto: rispondere ad un grave problema solo su Facebook informando solo una parte di cittadini apre non pochi interrogativi: Bardone, ad esempio, può ancora essere considerato il sindaco di TUTTI i tortonesi? Chi è iscritto a Facebook deve considerarsi un privilegiato rispetto agli altri perché riesce a sapere notizie dal sindaco che riguardano tutta la città che altri non sanno?

Ma quello che ci fa ancora più paura è quando il primo cittadino afferma che aprirà un profilo istituzionale di Facebook dove farà passare tutte le informazioni dell’Amministrazione Comunale oltre ai comunicati stampa.

Quindi significa che i lettori di Facebook saranno ancora una volta privilegiati rispetto a tutti gli altri tortonesi perché leggeranno notizie che i giornalisti non avranno?

E perché mai questa disparità di trattamento?

Di seguito il comunicato del sindaco.

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Gianluca Bardone Replico qui il post pubblicato ieri sulla mia bacheca in risposta alle molteplici richieste di chiarimenti, già ripreso da altri giornali, e sottolineo che se tutte le dichiarazioni e i comunicati stampa fossero riportati da lei in maniera integrale forse i suoi lettori avrebbero avuto minori dubbi e fatto considerazioni diverse…. “Premetto che mi è impossibile rispondere a continue richieste singole o in gruppo di chiarimenti sulla questione migranti dal mio profilo facebook che non ritengo, tra l’altro, essere il luogo più idoneo, in quanto mio personale e non istituzionale. E non sono più disponibile a leggere sulla mia bacheca insulti tra le persone o commenti poco educati e sgradevoli. Vi informo che stiamo provvedendo ad aprire una pagina facebook ufficiale all’interno della quale faremo passare tutte le informazioni e i comunicati stampa dell’Amministrazione Comunale, inoltre vi ricordo che io, Sindaco di questo mandato, sono il vertice di un gruppo di lavoro che insieme si sta occupando dei numerosi problemi che la nostra Città e l’Amministrazione tutta sta affrontando con non poca fatica ed impegno costante su tutti i fronti, mi è oggettivamente impossibile dare tempestive risposte a tutti quelli che mi pongono un problema.

Sintetizzo la situazione profughi a Tortona, per l’ultima volta qui.

Oggi sono presenti in città 14 persone provenienti dall’Africa, 8 dal Senegal, 2 dalla Guinea, 4 del Gambia assegnati dalla prefettura ad un soggetto privato abilitato nel precedente bando, con decorrenza iniziata durante la precedente amministrazione. Il bando di quest’anno (i 125 profughi per capirci) è andato deserto, ovvero a Tortona non risultano esserci state disponibilità di soggetti privati o cooperative sociali disponibili ad accoglierli. Non mi sento di escludere, a questo proposito, che un ruolo possa averlo giocato la contrarietà della mia Amministrazione sempre manifestata in opposizione ad un’accoglienza in gruppo di decine di persone in alberghi, istituti religiosi, strutture ricettive temporaneamente chiuse, fabbricati privati di medie dimensioni ecc. Soluzione questa privilegiata, per motivi di praticità, dai soggetti privati/cooperative sociali in quanto agevolanti del loro lavoro ma che a mio parere non costituiscono un modo per integrare queste persone (immaginate per 2/4 persone come sarebbe più semplice entrare in contatto con i cittadini di un paese che per 20/30 persone contemporaneamente). Partendo da questa netta contrarietà, che nell’ultimo anno ha fatto sì che non si creassero le condizioni per nuovi arrivi a Tortona, la proposta della mia Amministrazione al Prefetto è stata incentrata sull’accoglienza di poche unità di migranti volendo garantire la SICUREZZA per la cittadinanza e l’INTEGRAZIONE per loro. Per questo motivo abbiamo pensato, sull’esperienza POSITIVA dei 2 ragazzi della Costa d’Avorio ospiti al Cora Kennedy da un anno e mezzo (collocati dalla precedente amministrazione), di dare disponibilità ad accoglierne altri 2 sempre in una situazione protetta a condizione che tutte le altre case di riposo del territorio e della provincia facciano altrettanto, ospitando a loro volta 3 o 4 persone. Accogliere 3 o 4 migranti in una casa di riposo, senza togliere posti letto agli anziani che li occupano e ai nuovi che ne faranno richiesta, significa affrontare un problema che c’è e in questo modo riuscire a dare una risposta concreta ed efficace all’emergenza Nazionale come Pubblica Amministrazione. Altri Sindaci, ad esempio quello di Acqui contrario come me all’accoglienza di gruppi di persone migranti e di orientamento politico diverso dal mio, hanno seguito gli stessi criteri “SICUREZZA e INTEGRAZIONE” proponendo le case canoniche come punti di accoglienza di poche unità di persone.

Per concludere, stiamo lavorando per costruire una rete con gli altri Comuni e gli organismi assistenziali idonei, in modo tale da far fronte ad un problema non di Tortona ma Nazionale, un dramma umano e di dimensioni enormi, senza esprimere in questo momento la mia opinione critica su scelte politiche del governo centrale sulle quali avrei molto da dire ma non è questa la sede opportuna. Quindi ad oggi la mia Amministrazione è contraria all’arrivo in gruppo e favorevole soltanto alla permanenza di poche unità in ambiti assolutamente controllati e sulla base di esperienze positive avute alla casa di riposo, il Comune ha poi comunicato alla Prefettura di non avere disponibilità di altre strutture per l’accoglienza. Non è ancora dato sapere se arriveranno nuovi profughi, quanti e quando. A questa domanda, non più di una settimana fa, posta da me e altri Sindaci del tortonese, la Prefettura non è stata in grado di dare risposta. Se a Tortona dovessero verificarsi condizioni diverse, non auspicabili e non al momento temute sarà perché nell’ambito della gestione diretta tra prefettura e soggetti privati/cooperative sociali si sarà trovato un accordo che la mia Amministrazione cercherà di affrontare per quanto le sarà possibile. Spero di aver chiarito a sufficienza”.

4 agosto 2015