locanda olmo - QLa strada, verso Sud della città, diretta al mare, un poco discosta dall’abitato, costeggia un punto di riferimento. E’ questo un delizioso angolo, protetto dall’ombra di un antico olmo, dove si trova una locanda, sorta or son cent’anni; tutt’intorno ancora si recepisce quel profumo, dal sapore antico.

I nostri nonni, stanchi del viaggio, trovano, fra queste mura, un momento di pace, un buon ristoro, per loro stessi e, per l’affezionato mezzo da cui sono accompagnati: generalmente il cavallo, ma anche qualche asino o qualche bue, a ridosso d’un’arteria ove ora sfrecciano le auto.

Il ricordo, a tal proposito, è a quel profumato fieno proposto agli animali, in attesa del loro condottiero, dal ritorno non sempre sobrio, all’ombra delle frasche, messe di contorno all’aia.

Il luogo, un po’ in fuori dal più grosso centro dell’alessandrino, è l’ideale per una scampagnata alle porte della città, dove configura un tabaccaio, un buon negozio di alimentari, dov’è possibile acquistare i prodotti genuini della campagna di diretta provenienza dalle stalle o dall’orto.

Lungo la polverosa strada, frequentata da cavalli e cavalieri, è sorta l’antica locanda, oggi il rinomato Ristorante dell’Olmo, la cui evoluzione è segnata da almeno quattro generazioni.

Le tavole, sempre approntate di tutto punto, or sorreggono un buon piatto di fumante polenta, poi di odorosa trippa, senza scordare i prelibati salamini d’asino, considerati un ottimo corroborante per i viandanti, di tutti i tempi, compresi gli automobilisti, nettamente sconosciuti, in quel lontano giorno dell’inaugurazione.

I tempi cambiano, come pure i mezzi di trasporto. Il Centro abitato è vicino; il cavallo è sostituito dalla bicicletta, rivelatasi il miglior mezzo, per raggiungere questo luogo incantevole, adatto per uno spuntino o, un pasto corposo, il cui sapore ricorda quello della nonna.

I titolari di oggi hanno saputo cogliere l’attività con il giusto rispetto, ovviamente adattandola alle esigenze dei giovani; fra un’infinità di piatti, è possibile gustare un’ottima pizza, sapientemente combinata con funghi e tartufi, provenienti dalle nostre terre.

Gianni è il responsabile di turno, inserito in quest’oasi gastronomica, di notevole interesse locale, coadiuvato da tutt’intera la sua famiglia, compreso Agostino, il premuroso cameriere.

L’ambiente è sereno, all’aperto è stato un grazioso angolo, ben protetto da fastidiosi insetti dei mesi estivi mentre, per l’inverno, sono riservati saloni e saloncini, arredati con raffinata eleganza. Il mezzo, per raggiungere questo scorcio, non è fondamentale: le quattro zampe, le quattro ruote, oppure solo due sono l’ideale: l’importante è la salda volontà di offrire il meglio dell’arte culinaria, senza discostarsi da quella classica: la tradizionale, sempre al posto d’onore per le importanti ricorrenze.

Franco Montaldo


14 agosto 2015