Il teatro Dellepiane

Il teatro Dellepiane

Nello stato in cui si trova adesso è sicuramente un edificio incompatibile con l’ambiente naturale circostante, soprattutto dal punto di vista visivo, un cantiere aperto che fa bella mostra di sé e dello spreco di denaro pubblico utilizzato per costruirlo senza mai ultimarlo: oltre 5 milioni di euro.

Ci riferiamo al teatro Dellepiane, una struttura incompiuta che appare come un vero e proprio ecomostro.


Era stato fortemente voluto nel lontano 1995 dalla Giunta di centrosinistra guidata dal Sindaco Balossino e dal vice Sindaco Gianfranco Semino, entrambi esponenti dei Democratici di Sinistra (DS) e oggi entrambi confluiti nel Partito Democratico.

20 anni dopo, nonostante l’enorme quantità di denaro pubblico che è costato, i lavori non sono mai stati ultimati e di questo immenso progetto non si ha idea di che farsene.

Lo stesso Gianfranco Semino che allora era Vice Sindaco è oggi Assessore al Bilancio e alle Finanze nella Giunta-Bardone del PD e sta pensando cosa fare di questo teatro mai divenuto tale.

Nell’ultima commissione Bilancio, Semino ha avanzato alcune ipotesi.

Da qualche anno è scaduto infatti il vincolo della destinazione d’uso a struttura culturale, ma l’idea di vendere il teatro Dellepiane ai privati è stata scartata in partenza: chi acquisterebbe un immobile ancora da ultimare, la cui spesa fissata per concludere i lavori sarebbe di oltre un milione di euro?

Così l’assessore del PD Gianfranco Semino sta pensando ad una soluzione alternativa: “Ci sono aziende come la Mediaset – ha detto in Commissione – che sono sempre alla ricerca di strutture per realizzare produzioni televisive: un’idea potrebbe essere quella di proporre a qualcuna di queste l’utilizzo in comodato gratuito del teatro Dellepiane a condizione che completino loro le spese. Faremo dei tentativi in merito, anche se non sarà facile arrivare ad una conclusione positiva in tempi brevi…”.

Intanto il Comune, a distanza di 20 anni, paga ancora il mutuo per la costruzione di questa enorme struttura completamente inutile.

 

LA STORIA DEL TEATRO

dellepiane IIl “teatro” è costato ad oggi oltre 5 milioni di euro ed è stato in parte finanziato con i fondi europei.

L’importo complessivo stanziato nel 2003 ammontava a 5 milioni e 49 mila euro, ma è assai probabile che se ne siano spesi molti di più.

Ha una capienza teorica di 600 posti a sedere e avrebbe dovuto essere ultimato nel 2008, ma i lavori vennero sospesi per mancanza di fondi e non furono mai più ripresi.

L’ex cotonificio Dellepiane, un tempo l’edificio industriale più grande della città, fu costruito nei primi anni del ‘900 e fu acquistato dal Comune nel 1998. L’anno successivo, grazie al gemellaggio con il Teatro Stabile di Torino e il conseguente accesso a finanziamenti europei, il Comune commissiona uno studio preliminare per realizzare un nuovo teatro prove dedicato alla lirica, con laboratori dove poter costruire le scenografie e con i servizi necessari agli operatori del teatro. Si avviano i lavori e nel 2003 viene completato il rustico. Nel 2004 l’incarico di un primo stralcio del progetto esecutivo, ma da quel momento gli affidamenti delle opere procedono lentamente. In seguito il teatro lirico si trasforma in teatro di prosa e si perde l’opportunità di lavorare con lo Stabile.

Teatro Dellepiane - I

Intreno del teatro

I lavori attualmente sono bloccati per mancanza di fondi, ma anche di idee su come utilizzare una struttura che non è più stata ultimata e che non si sa se mai riuscirà ad esserlo.

Servirebbe almeno un milione di euro, ma anche una volta ultimato i costi di manutenzione sarebbero altissimi: alcuni anni fa si parlava almeno 4-500 mila euro all’anno solo per la manutenzione.

Dopo oltre 5 milioni di euro di denaro pubblico spesi, la struttura non ha mai preso vita.

Oggi la Giunta Bardone e il Partito Democratico si trovano a dover decidere su quale sarà il suo futuro, ammesso che ne abbia uno.

Ironia della sorte: a distanza di 20 anni, gli stessi politici che decisero la realizzazione del “teatro” si trovano ora a interrogarsi su cosa farsene.

Il tutto con una sola certezza: che sulla scena del teatro fantasma continuano a muoversi gli stessi personaggi.

5 agosto 2015