“Nella commissione bilancio di venerdì scorso, è tornata in discussione la questione della farmacia comunale, sulla quale Alfare ed Avanti Novi hanno da sempre una posizione chiara e condivisa, messa nero su bianco anche in campagna elettorale” così Andrea Scotto, presidente di Avanti Novi.

“La cosa è positiva, perché se sindaco, giunta e consiglio comunale avranno l’onestà intellettuale di esaminare la questione attenendosi ai dati di fatto, dovranno ammettere che, pur con tutto l’impegno possibile ed immaginabile, di chiunque, il Comune non può continuare a fare il farmacista.”.


“Al contrario, la vendita della farmacia comunale ed, assieme, di tutte le attività comunali che non sono servizio pubblico ma impresa (come le pompe funebri ed i bus turistici del Cit), unita alla semplificazione e razionalizzazione di Acos, renderebbero meno pesante l’effetto dei tagli che, a quanto è stato detto in commissione, verrà sopportato quasi totalmente dagli uffici comunali.”.

“Per questo, ben venga se, grazie anche alla nostra insistenza sul tema (come per l’apertura della Ztl), la farmacia comunale verrà venduta” conclude Scotto “ma guai a fermarsi qui: occorre mettere mano da subito anche a Cit, Acos, immobili comunali, e non solo, se vogliamo aumentare davvero, preventivamente ed il più possibile, la <<distanza di sicurezza>> nei rapporti tra politica ed affari”.

                                                                                                                              AVANTI NOVI

27 giugno 2015