punto nascite - QPenso che il Governatore Chiamparino meriti considerazione, quando afferma che «Chi vuole fare ricorso può farlo sapendo però che entra in conflitto con l’amministrazione».

Oserei dire che la chiarezza di questa frase   non lascia il minimo margine a possibili interpretazioni.

Forse, per non creare conflitti, sarebbe meglio interessare qualcuno che con il ricorso non ha niente a che vedere?

Atteso che “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi” (art. 24 della Costituzione), nel momento in cui, anche con una valutazione di tipo statistico, venisse dimostrato che il progetto di riorganizzazione, nonostante le innumerevoli osservazioni poste all’attenzione degli organi competenti, dovesse malauguratamente comportare un aumento apprezzabile di decessi o eventi altamente invalidanti, l’attenzione dovrebbe doverosamente essere rivolta non già al Tar, ma alla giurisdizione ordinaria.

E senza attendere fino ad allora, agire su un principio cautelativo, ed interessare il Pm Guariniello, anche solo attraverso un esposto contenente fatti e cronologia sul modello di quanto ricostruito per il punto nascite, oltre ad essere una azione proattiva, potrebbe anche rivelarsi utile sostegno ad eventuali sviluppi futuri.

Del resto, che della sanità non si possa occupare solo il TAR lo si capisce bene dai recenti sviluppi dell’inchiesta che il Pm Guariniello ha aperto sul malore che ha colpito un infermiere, in servizio da ben 12 ore.

La Procura torinese appare intenzionata a ricostruire la catena di responsabilità che hanno determinato l’attuale assetto organizzativo della sanità piemontese, andando a scavare indietro nel tempo e passando al setaccio le delibere della riorganizzazione sanitaria decise dalla Giunta Cota.

I Nas hanno richiesto gli atti della delibera del maggio 2013 sul blocco totale del turnover del personale, atto che dal punto di vista dei bilanci ha portato i maggiori margini di risparmi (120 milioni), ma ha mandato in sofferenza i reparti, primi fra tutti i Pronto Soccorso.

Appare evidente come Guariniello, quindi, non si limiti unicamente ad indagare sull’operato di chi dirige le aziende ospedaliere qualora si verifichino casi eclatanti, ma, si può desumere, abbia intenzione di approfondire ulteriormente, per arrivare a dipanare precise responsabilità della “centrale decisionale” che impone, attraverso tagli e scelte, l’organizzazione del lavoro in corsia e determina i crescenti disservizi segnalati da ogni parte del Piemonte.

Saitta si dice tranquillo: «Tutti gli atti sono in assessorato a disposizione della Procura e dei Nas – riferisce l’assessore alla sanità – le uniche delibere approvate da questa giunta sono il blocco della riduzione dei posti letto decisa da Cavallera e quella della riorganizzazione di fine novembre» (1)

Però magari, a Guariniello, la vicenda del punto nascite di Tortona potrebbe essere utile, per capirci qualcosa di più, nelle intrecciate e – a tratti – torbide vicende delle riorganizzazioni passate. O no?

Annamaria Agosti

 (1) Carabinieri in assessorato http://tinyurl.com/obel54n

28 gennaio 2015