Alfio Zorzan presidente dell'associazione

Alfio Zorzan presidente dell’associazione

Dopo due giorni difficili per tutti, la linea ferroviaria Acqui-Genova è stata riaperta (e contemporaneamente è stata chiusa una corsia dell’autostrada tra GE aeroporto e Voltri per minaccia frana). Questa riapertura si è portata dietro un’altra “valanga” di proteste tramite il canale (non ufficiale) di Facebook con anche alcune gravi minacce nei confronti dell’Associazione che riteniamo inopportune. Le critiche sono sempre ben accette, ma le minacce no. Se queste minacce, anche personali, continueranno saremo costretti a prendere opportune misure cautelative facendo segnalazione agli organi preposti.

A queste persone che sono solo buone a protestare violentemente desideriamo ricordare che:

  • Sono più di 10 anni che dal mattino molto presto fino a sera inoltrata siamo sempre attivi soprattutto nei momenti di emergenza per diffondere, anche su Facebook, le informazioni.
  • Sono più di 10 anni che, utilizzando permessi sul lavoro, alla sera o nei prefestivi, partecipiamo a riunioni istituzionali sull’argomento TPL (Trasporto Pubblico Locale) sia a Torino per la Regione Piemonte che a Genova per la Regione Liguria. Queste riunioni non sono pubbliche e vengono invitati i rappresentanti dei consumatori, i Comitati/Associazioni pendolari e i Comuni. Alla fine di ogni incontro abbiamo sempre redatto un dettagliato verbale poi pubblicato sul nostro sito e inoltrato via mail ai soci.
  • All’estero (Francia, Germania, Austria, etc.) in presenza di allerta meteo 1 la circolazione ferroviaria viene dimezzata e in presenza di allerta 2, come nei tre giorni scorsi a Genova e Liguria, le linee ferroviarie vengono chiuse e non circola nulla.
  • Il direttivo dell’Associazione Pendolari dell’Acquese è composto da lavoratori pendolari volontari e noi, che offriamo un servizio di supporto e di interfaccia verso Trenitalia e le Regioni, non siamo responsabili di quanto accade e non abbiamo dei benefit o tornaconto come qualcuno ci ha accusato, siamo sempre stati indipendenti dalla politica e anche questo lo abbiamo scritto e pubblicato.

Con queste premesse non vediamo più le condizioni per lavorare serenamente, facciamo un passo indietro NON perchè costretti dagli insulti o dalle minacce, ma perchè siamo stufi di sentire persone che hanno soluzioni per tutto senza MAI aver dedicato un minuto, nemmeno alle assemblee pubbliche che con tanto sacrificio abbiamo organizzato, per far qualcosa di utile per la comunità dei pendolari di ogni linea dell’acquese e di ogni treno. Siamo contro l’odio e l’intolleranza (soprattutto via web), evidentemente oggi se non si grida non si ha seguito, vediamo se con le urla e gli insulti qualcuno riuscirà ad ottenere qualcosa per le nostre disastrate linee ferroviarie dell’acquese, noi ce lo auguriamo.

Da questo momento abbiamo quindi deciso di sospendere ogni attività sia di informazione che di partecipazione alle riunioni e dal prossimo primo gennaio 2015 anche l’Associazione Pendolari dell’Acquese cesserà di esistere.

Il Consiglio Direttivo dell’associazione penolari acquese


17 novembre 2014