cava - IEgregio Direttore,

la situazione della cava Castello Armellino pare sanata, perlomeno dal punto di vista burocratico. In Albo pretorio del Comune di Tortona, alla data del 18 giugno, viene pubblicata la Determina Dirigenziale contenente la formale presa in carico della polizza fideiussoria presentata dalla Ditta titolare della concessione per gli scavi; l’argomento aveva sollevato non poche perplessità dopo il sopralluogo del Servizio Territorio ed Ambiente del Comune il 20 maggio scorso, quando venne alla luce che il privato aveva effettuato diversi scavi nella cava senza aver presentato la garanzia finanziaria necessaria all’autorizzazione delle opere, provvedendo successivamente a ricoprire il tutto con il materiale precedentemente accantonato.

La dinamica dei fatti era riassunta nella mia precedente lettera in redazione del 7 giugno http://www.oggicronaca.it/2014/06/07/111560/

Dall’atto pubblicato in questi giorni, si apprende che, dopo tali rilievi, è stata alfine presentata la garanzia finanziaria prevista, 236mila euro prestati a garanzia dell’esecuzione delle opere di recupero ambientale di cui al primo lotto lavori relativo alla cava in oggetto.

Con l’accettazione della polizza fideiussoria per la coltivazione della cava Castello Armellino, dal punto di vista puramente amministrativo, la posizione viene sanata. La garanzia, se pure  tardivamente, e dopo aver effettuati diversi lavori, è arrivata.
Rimane, però, sempre aperto l’interrogativo riguardo gli accertamenti ambientali sul materiale di riempimento utilizzato in quella fase di scavi “non autorizzati”.

Con quale tipo di materiale è stata riempita la cava? Io non l’ho trovato scritto da nessuna parte!

Il problema non è di poco conto, perché già in passato la mancanza di trasparenza ha creato qualche problema di tipo ambientale che si è protratto poi per decenni…..

Mi rivolgo, quindi, al nuovo Assessore all’Ambiente fresco di insediamento, sensibilizzandone  la massima attenzione ed invitandolo ad impiegare prudenza e cautela fin dall’inizio del suo mandato, certa di incontrare la massima attenzione e competenza nel mio interlocutore.

La cava Castello Armellino è stata identificata “anche” come luogo di conferimento dello smarino proveniente dagli scavi per il Terzo Valico. Una volta accolti il previsto milione e mezzo di metri cubi di materiale di risulta, nessuno potrebbe mai più andare a controllare cosa ci sia, lì sotto.

Il momento di agire è ora. Con analisi ambientali e dati resi pubblici, secondo la massima trasparenza.

Vengono convocate conferenze dei servizi addirittura per lavare gli stracci della Caritas, parrebbe singolare non ne venisse indetta una su questo tema, estremamente delicato, del materiale conferito. Prevenire è sempre meglio che curare. In tutti i sensi….

 Annamaria Agosti


22 giugno 2014