stranieri - IEgregio Direttore,

ho appena letto una delibera del sindaco Massimo Berutti e della Giunta comunale di Tortona che mi ha lasciato di stucco.

Sei Tortonese ed hai un anziano che necessita di ospitalità (a pagamento ed a tariffa piena!) alla Casa di riposo Cora Kennedy? Non c’è posto.

Sei cittadino straniero, delle migliaia che ogni giorno continuano a sbarcare sulle cose italiane? Non c’è problema: la Giunta ti trova immediatamente due posti disponibili e ci rimette pure dei soldi.

A Tortona succede anche questo. E io non ho parole!

Questa è la realtà che, a quanto pare, emerge da una attenta lettura della delibera di Giunta pubblicata all’Albo Pretorio del Comune la mattina del 5 maggio 2014.

Il 29 aprile scorso, infatti, con la sola esclusione dell’Assessore Calore (assente alla riunione) la Giunta ha votato all’unanimità l’accoglimento della proposta di delibera, formulata in pari data dal Dirigente del Settore Servizi alla Persona e alla Comunità, relativa all’accoglimento di due cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale.

Di quelli sbarcati sulle coste del Sud Italia, per intenderci.

Ad onor del vero, l’iniziativa non è venuta da sé, ma dalla Prefettura, che “attesa l’urgenza di provvedere al riguardo, ha richiesto, per le vie brevi, al Comune di Tortona di farsi parte diligente nel ricercare, sul proprio territorio, strutture idonee e disponibili all’accoglienza, alle condizioni stabilite da apposita convenzione (di cui esaminerò successivamente le notevoli peculiarità) ed a seguito di opportuna ricognizione delle strutture del territorio tortonese, dotate dei requisiti richiesti, si è evidenziata la presenza della struttura di ricovero per anziani, denominata Cora Kennedy Sada, sita in Città, in Via A. Barabino, N. 12, di proprietà comunale, dove sono disponibili (sempre secondo la delibera di Giunta) due posti per l’accoglienza temporanea e straordinaria di cittadini stranieri temporaneamente presenti sul territorio”.

Il testo della delibera prosegue constatando come sia “ritenuto doveroso concorrere, per quanto nelle dirette possibilità dell’Ente, all’azione di accoglienza umanitaria e di integrazione ed interazione socio-culturale dei cittadini stranieri presenti sul territorio, attivando la prevista convenzione con la prefettura di Alessandria”.

D’accordo al 50%. Nel senso, di ritenere doveroso concorrere all’azione di accoglienza umanitaria, ma non sono in accordo sulle “dirette possibilità dell’Ente”, lo stesso che non più tardi di due anni fa ha ritoccato all’insù le tariffe per l’ospitalità alla casa di riposo. Per coprirne maggiormente i costi, dicevano. Forse nel frattempo, la calcolatrice si è rotta? Perché in questo caso, i conti non tornano,  visto che la delibera approvata dichiara che “la presente deliberazione non determina spese da finanziare a carico del Bilancio Comunale”.

No, pare proprio che non ci siamo con i conti.

Ad un normalissimo cittadino Tortonese, autosufficiente, ospitato nella struttura, è, infatti, richiesto un contributo giornaliero di 45 euro, più 10 di buono pasto, per il solo vitto ed alloggio.

Dalla convenzione (allegata alla delibera di Giunta) risulta invece che la Prefettura corrisponderà al Comune 30 euro al giorno per ogni ospite. La metà di quello che il Comune normalmente chiede ai propri concittadini.

Chi paga, allora, la differenza? I contribuenti? Il CISA? Questo non viene chiarito. E mi piacerebbe, invece, che lo fosse.

Ricapitolando: in base alla convenzione, questi due ospiti per 30 euro al giorno (riconosciuti dalla Prefettura al Comune) fruiranno di, vitto, alloggio, lavanderia, abbigliamento consono e decoroso, prodotti per l’igiene personale e carta igienica (quando la carta igienica manca addirittura nelle scuole!!) pasti con menù dedicato in base alle convinzioni religiose, mediatore culturale, assistenza linguistica. E riceveranno una scheda telefonica da 15 euro, più 2,50 euro al giorno per i piccoli acquisti di snack o sigarette.

Dulcis in fundo, all’art. 4 della convenzione, la Prefettura si scarica delle responsabilità di eventuali danni alle persone o alle cose.

Su chi ricadono, allora, queste responsabilità? Sul Sindaco e la Giunta uscenti? Passata la festa, gabbato lo Santo. Ci penserà la Giunta entrante? Chi paga, alla fine?

Alla città sono stati imposti sacrifici “lacrime e sangue”, ci hanno lasciati al buio per mesi l’inverno scorso, aumentato ogni forma di tassa possibile all’aliquota massima, ritoccato tutte le tariffe dei servizi a domanda individuale all’insù, ed ora è possibile invece fare i “grandiosi”?

Rimango comunque allibita nel leggere “l’unanimità” dell’approvazione di delibera. Nemmeno i due assessori della Lega Nord hanno avuto qualcosa da eccepire? Niente di niente? Cosa si deve pensare allora? “Prima il Nord”, oppure “Prima il Nordafrica”?

 La Tortonese Indignata

5 maggio 2014