rovista cassonetti - IEgregio Direttore,

Un’ amica mi ha segnalato delle marcate lamentele da parte di una concittadina riguardo la raccolta differenziata in città (Piazza delle Erbe, precisamente).


Non so se tali proteste siano già state portate alla sua attenzione da parte dell’interessata; se così non fosse, mi permetto di farlo io, poiché l’argomento è di rilievo e riguarda tutti.

La nota, pubblicata su Facebook da parte di una residente, riporta che è inutile lamentasi del costo dei rifiuti se non si esegue la raccolta differenziata: basta leggere sui cassonetti che c’è scritto cosa differenziare e come vanno suddivisi i rifiuti.

La signora incita i pigri concittadini a “leggere sul cassonetto per sapere cosa metterci dentro”.

E se il problema fosse proprio quello? E’ scritto in italiano!

Forse non a tutti è noto che, in una società multietnica come la nostra, coesistono anche persone che, magari, l’italiano non lo sanno leggere. Però gettano i rifiuti anche gli immigrati, mi pare, o almeno,  lo spero visto che non credo  li accumuleranno in casa, no?

D’altro canto è risaputo: gli stranieri sono in costante aumento e sono destinati a conquistare il nostro Paese visto che loro fanno in media 4-5 figli e gli italiani uno o due al massimo.

Allora, per essere una città che vuole veramente l’integrazione, bisognerebbe scrivere le istruzioni sui cassonetti anche in arabo, cinese, albanese e rumeno. In base alle comunità maggiormente insediate sul territorio.

Non vorremo mica fare del razzismo al contrario, dicendo che sono soltanto gli Italiani, a smaltire in maniera non corretta i rifiuti, no?

D’altro canto, chi produce più rifiuti? I poveri vecchi italiani che abitano da soli, o al massimo con il coniuge decrepito e mangiano poco, oppure lo stuolo di stranieri che continuano ad arrivare dai Paesi più disparati con nidiate di bambini a non finire?

Certo non si può pretendere che in Paesi del Terzo Mondo sappiano cosa sia la Raccolta Differenziata  e, d’altro canto, se conoscessero le varie tipologie di rifiuti non accetterebbero le nostre scorie nucleari ed altre porcherie che spediamo nei loro Paesi.  Ecco allora che è necessario insegnare loro come effettuare la raccolta differenziata in modo corretto  e un buon sistema sarebbe sicuramente  quello di scrivere le istruzioni nella loro lingua. Così almeno non avrebbero più scuse per gettare i rifiuti dove capita.

A proposito di Piazza delle Erbe, pare che l’ex Tribunale, non più sottoposto a sorveglianza dopo lo smantellamento delle attività forensi, si stia avviando a diventare un deposito di “materiale vario” o forse di “materiale di scambio”.

Mi spiego meglio. L’altro pomeriggio passavo a piedi e c’era un losco figuro che armeggiava con fare sospetto sotto le scale del Tribunale, prendeva e metteva “qualcosa” da borsoni che erano stipati lì sotto…. Non ho osato accertarmi di cosa si trattasse. E poi, non è di mia competenza….

La Tortonese Indignata

16 aprile 2014