La Consigliera regionale M5S Iolanda Nanni ha presentato in Commissione Agricoltura un’interrogazione diretta all’Assessore Regionale Fava per fare chiarezza sul caso della riconversione dell’ex-zuccherificio di Casei Gerola (PV) in centrale a biomasse.

La Consigliera Nanni dichiara: “L’Assessore alle politiche agrarie Gianni Fava ha evidenziato che, solo grazie alla nostra interrogazione, è venuto a conoscenza, e di conseguenza ha attenzionato il caso dell’ex-zuccherificio di Casei Gerola in quanto sino ad oggi né il soggetto promotore del progetto di riconversione in centrale a sorgo, né gli enti territoriali interessati hanno ritenuto di segnalare all’Assessorato le eventuali criticità relative alla sua realizzazione e messa in funzione sul territorio.

cibo non veleni - IPeraltro, l’ente Provincia di Pavia ha rilasciato l’autorizzazione all’impianto, mostrandosi favorevole.

A detta dell’Assessore, invece, detta riconversione non si rileva conveniente per il nostro territorio. Infatti il progetto, ai tempi in cui fu “partorito” si rileva di dubbia opportunità. Non solo non ne ravvisa particolari benefici per il nostro territorio ma non vede come l’area di Casei Gerola possa essere considerata idonea ad un impianto di questo genere, anche per le difficoltà materiali nel reperimento della materia prima per la quale occorrerebbe consumare ettari di terreno.”

“È chiaro – continua la Consigliera Nanni – che qui si va a stravolgere completamente la vocazione agricola di un territorio senza porre in atto uno sviluppo sostenibile che avrebbe creato nuove opportunità per il tessuto occupazionale, rispetto per l’ambiente e per i prodotti agricoli che costituiscono, anche in vista di EXPO 2015, la tipicità dei nostri territori.

Abbiamo evidenziato all’Assessore sia il rischio di peggioramento della qualità dell’aria (per il quale la Provincia di Pavia ha già un triste record a livello regionale), sia il fatto che la provincia di Pavia già sovraproduce energia, in quanto il fabbisogno energetico provinciale è già ampiamente coperto e quindi non si ravvede alcun bisogno di attivare una nuova centrale, sia la mancata convenienza per gli aspetti occupazionali.

Alla nostra domanda sui fondi comunitari impiegati, l’Assessore ha precisato che, in sede di riparto nazionale, alla Lombardia sono stati assegnati circa 7,5 milioni di Euro a titolo di aiuto alla diversificazione dello zuccherificio. In applicazione al Piano Nazionale per la razionalizzazione e riconversione della produzione bieticolo saccarifera, la Regione ha erogato a favore degli ex-bieticoltori 6,6 Milioni di Euro per investimenti necessari alla riconversione.

Nel 2012, la Regione ha poi un cofinanziamento pari a Euro 30.000 per la sperimentazione pilota sui campi.”

“Abbiamo infine citato il caso del Comune di Bondeno che ha convertito l’ex zuccherificio in un pastificio che, a parità di spesa, ha creato decine di posti di lavoro e dato opportunità rilevanti alle produzioni agricole del territorio. Dobbiamo invece rilevare che in Provincia di Pavia continuano ad essere avallate scelte di grave miopia: dall’autorizzazione al triplicamento dell’inceneritore di Corteolona, alla recente approvazione della VIA alla discarica di amianto di Ferrera Erbognone, alla riconversione di aziende in centrali a sorgo, la politica partitica continua in un cammino di drammatico e progressivo impoverimento dei nostri territori e si mostra incapace di valorizzarne le potenzialità e ricchezze”.

“L’assessore regionale Fava ha evidenziato che, grazie alla nostra interrogazione, è venuto a conoscenza e di conseguenza ha attenzionato il caso dell’ex-zuccherificio di Casei. A detta dell’Assessore la riconversione non si rileva conveniente per il nostro territorio. Infatti il progetto, ai tempi in cui fu “partorito” si rilevava già di dubbia opportunità. Non solo non ne ravvisa particolari benefici per il nostro territorio ma non vede come l’area di Casei Gerola possa essere considerata idonea ad un impianto di questo genere, anche per le difficoltà materiali nel reperimento della materia prima per la quale occorrerebbe consumare migliaia di ettari di terreno”

Antonello Brunetti