bidoni controlsonic GEbbene sì, a quanto pare è vero. La scoperta è stata fatta dall’ambientalista Annamaria Agosti che ci spiega tutto in una lettera in redazione giunta domenica.

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Egregio Direttore,

i lettori avranno memoria del ”misterioso” transito su autostrada di scorie nucleari, avvenuto nel gennaio scorso e che ha attraversato il nostro territorio.

Molti erano stati gli interrogativi sollevati all’epoca, anche da parte della scrivente, relativamente alla sicurezza di tale modalità operativa.

In particolare, al riguardo, ricordo la lettera del sempre puntuale Assessore alla Sicurezza Federico Chiodi, che riporto in un passaggio particolarmente significativo: “Su tematiche legate alla sicurezza e alla salute dei cittadini è fondamentale che le istituzioni abbiano la massima attenzione e allerta.”

Affermazione ampiamente condivisibile, e proprio alla luce di questo preziosissimo impegno, evidenzio come il Decreto Legislativo 4 marzo 2014, n. 45, pubblicato in GU n.71 del 26-3-2014, ed entrato in vigore il 10/04/2014 abbia istituito importanti modifiche al decreto legislativo n. 230 del 17 marzo 1995, citato dall’Assessore nella Sua lettera, nonché al decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31.

L’esame dei documenti acquisiti dalle Commissioni Permanenti del Senato (10° e 13° congiunte) durante l’iter del nuovo Decreto Legislativo appena entrato in vigore, permette inoltre di far emergere alcuni dati sensibili che ritengo importantissimi.

Si viene infatti a conoscenza, tramite la relazione di ISPRA, che sul territorio nazionale, vi sono ancora 235 tonnellate residue di combustibile nucleare irraggiato, allocate per 190 t. nella centrale di Caorso, ed ulteriori 45 t. nel deposito Avogadro e nella Centrale di Trino. Il completamento delle operazioni di trasferimento avverrà entro il 2015, ed il rientro dei residui in Italia è previsto tra il 2020 ed il 2025. Riguardo gli scenari relativi al rientro del materiale radioattivo, inviato in Francia per il riprocessamento, tratterò in separata comunicazione, a venire nei prossimi giorni.

Mi domando, invece, ora: l’inusuale transito su gomma, avvenuti a gennaio faceva parte di questi trasferimenti da Caorso? Quanti ne dobbiamo ancora ipotizzare, da qui al 2015, relativamente alle operazioni pianificate su Caorso e Trino? Con quali modalità?

Sono domande a cui, purtroppo, non è possibile avere risposte, nonostante il pieno diritto della popolazione ad essere informato.

Il decreto legislativo mira infatti ad istituire un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi, un intervento necessario al fine di adeguare la normativa italiana a quella più strutturata nell’ambito europeo. Questo Decreto Legislativo è, di fatto, il primo provvedimento rilevante che viene intrapreso, dopo il referendum popolare che ha determinato l’abbandono dell’energia nucleare nel nostro Paese. Che però, ancora, presenta dei grossi limiti riguardo la trasparenza e l’accesso dell’informazione. Nel decreto, questi due termini sono impiegati solo per giustificare il recepimento della direttiva, quando sarebbe stato importante prendere l’occasione per stabilire regole chiare sulla trasparenza dei dati, dando risalto alla convenzione di Aarhus sull’accesso all’informazione ed alla partecipazione del pubblico. Tale Convenzione, riconosciuto il fondamentale diritto umano ad un ambiente salubre, individua quali mezzi per farlo valere: l’accesso all’informazione, la partecipazione ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia, tre pilastri su cui costruire un nuovo modello di democrazia ambientale.

Allo stato attuale, i tavoli sulla trasparenza sono una concessione di SOGIN, con dati forniti da loro stessi, e pertanto difficilmente contestabili, in quanto mancano idonee strutture di verifica ed eventuale contraddittorio.

Le decisioni legate alle scorie nucleari riguardano tutti, indistintamente. Per questo è importante difendere e ribadire il diritto all’informazione e alla partecipazione dei singoli cittadini e delle Associazioni, nelle gestione di ogni fase del processo decisionale ed operativo. Ricordiamocelo, anche a livello locale. Non è mai troppo tardi, per iniziare un percorso migliore.

 Annamaria Agosti

 27 aprile 2014

Fonte dei documenti citati: http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/docnonleg/26390.htm