laser terapia - IL’Urologia dell’ospedale San Giacomo di Novi Ligure diretta dal dottor Franco Montefiore è tra gli otto centri all’avanguardia in Piemonte per l’utilizzo di “Greenlight laser”, la nuova metodica in arrivo dagli Stati Uniti e ad oggi disponibile solo in una quindicina di ospedali italiani.

Greenlight è stata presentata un mese fa alle Molinette di Torino come la nuova frontiera della chirurgia mininvasiva e di fatto rappresenta un vero e proprio salto di qualità in quanto il laser verde è in grado di risolvere con basso grado di invasività l’ipertrofia prostatica benigna. L’ingrossamento della prostata (IPB) è un disturbo che colpisce circa l’ 80% degli italiani sopra i 50 anni.


“L’ipertrofia della prostata – spiega il dottor Montefiore – è una patologia molto diffusa negli uomini dopo i 40 anni ed è destinata ad aumentare sempre di più, considerato l’invecchiamento continuo della popolazione. E’ una malattia che incide pesantemente sulla qualità di vita a causa dei suoi sintomi, che vanno dalla difficoltà a urinare, alla necessità di farlo più volte nella notte, fino ad arrivare, nei casi più seri, alla completa ritenzione urinaria sulla quale bisogna intervenire in urgenza”.

L’ipertrofia prostatica benigna determina un ingrossamento della prostata che può arrivare ad ostacolare il passaggio dell’urina, in questi casi occorre intervenire per eliminare il tessuto in eccesso. L’intervento effettuato secondo la chirurgia tradizionale comporta qualche giorno di ricovero con possibili complicanze invalidanti come incontinenza e impotenza. La nuova metodica Greenlight permette di superare questa impostazione, sfruttando l’azione di un potente laser al triborato di litio che vaporizza con precisione millimetrica solo l’eccesso di tessuto prostatico, trasformandolo in bollicine di vapore. L’intervento mininvasivo si effettua per via endoscopica ed in anestesia spinale. La maggior parte dei pazienti torna a casa il giorno dopo e riprende le normali attività nel giro di una settimana.

“Ma c’è di più – continua il dottor Montefiore – questa nuova metodica ci permette di intervenire in sicurezza su particolari categorie di pazienti come i portatori di pacemaker ad esempio, perché evitando l’utilizzo dell’elettrobisturi non si corre il pericolo di interferire con la stimolazione elettrica dei pacemaker cardiaci. O ancora, pazienti ad alto rischio, come quelli con malattie cardiovascolari e della coagulazione. Il laser verde infatti determina l’istantanea coagulazione dei vasi evitando il sanguinamento, per questo motivo è l’unico trattamento che ci consente di operare anche queste persone senza che debbano a sospendere la terapia anticoagulante e/o antiaggregante prima dell’intervento. Ultimo ma non ultimo – conclude il primario – Greenlight ci permetterà di conseguire un triplice risultato: un pronto recupero psicofisico del paziente, la diminuzione dei tempi di degenza e la contestuale riduzione dei tempi di attesa grazie all’incremento del numero di interventi effettuati per questa patologia”.