Il sindaco, Massimo Berutti e il presidente del Consiglio comunale, Franco Carabetta, hanno scritto al direttore generale dell’Asl alessandrina, Paolo Martorio, al direttore sanitario, Francesco Ricagni, al direttore amministrativo, Stefano Manfredi e, per conoscenza, all’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Ugo Cavallera.

“In un recente articolo – si legge nella nota del sindaco e del presidente del Consiglio comunale – veniamo a conoscenza che un gruppo di esperti dei tre massimi organismi sanitari della zona – Azienda Ospedaliera di Alessandria, Asl di Asti e Asl di Alessandria, dopo accurati sopralluoghi nei reparti di Ostetricia e Ginecologia di Alessandria e Asti, sono giunti alla conclusione che l’Ospedale di Tortona ha due parametri fuorilegge a fronte di Novi che ne ha ben dieci. Nello specifico nella relazione si legge: in considerazione delle note conclusive sopraesposte in merito all’adeguatezza della dotazione tecnologica, strutturale e logistica e, non ultimo, dei costi sostenibili la locazione che risponde a tutti i requisiti per una struttura unica S.C. di Pediatria e neonatologia non può essere che presso il Presidio di Tortona”.


“Questa relazione – proseguono Berutti e Carabetta – è datata novembre 2012 ma questo non ha impedito di portare avanti la decisione, già presa, di unificare le due realtà creando un unico polo neonatale a Novi Ligure. Alla luce di quanto riportato da questa relazione siamo a chiedere quali siano le ragioni e le motivazioni che hanno spinto a propendere per il polo neonatale a Novi Ligure, nonostante la situazione non facile, e le ragioni per cui questo documento è stato tenuto segreto e non ne è stata data adeguata informazione all’amministrazione comunale, ai primari del nosocomio tortonese e alla cittadinanza. In più chiediamo di rivalutare seriamente e immediatamente l’ipotesi di spostamento del centro di pediatria neonatologica all’interno dell’Ospedale di Tortona al fine di consolidare le condizioni di sicurezza definite dall’indagine del novembre 2012. Attendiamo risposte chiare e a stretto giro di posta”.

28 maggio 2013