Perché predisporre un “Contratto di Fiume” per la tutela dello Scrivia inserendo cani e porci ma snobbando il Comune di Tortona? La domanda sorge spontanea leggendo gli enti che faranno parte della “Cabina di Regia” del Protocollo d’intesa in difesa del corso d’acqua che legherà due regioni ed altrettante province in un’azione di tutela del torrente.

Chiamati a decidere le sorti dello Scrivia, infatti, saranno: Regione Piemonte e Liguria, province di Alessandria e Genova, Ente Parco Fluviale del Po e dell’Orba; Autorità di Bacino del Fiume Po, Agenzia Interregionale del Po, e i Comuni di Castelnuovo Scrivia, Novi Ligure, Cassano Spinola, Serravalle Scrivia, Arquata Scrivia, Borghetto Borbera, Busalla e Casella. Non c’è Tortona, perché?


Generalmente critichiamo la mania di protagonismo del sindaco di Tortona, Massimo Berutti, ma stavolta, il primo cittadino ha fatto davvero bene a subordinare la firma del Protocollo d’intesa per l’attuazione del Contratto di Fiume, a condizione che il Sindaco di Tortona rientri nella “cabina di regia”.

E’  impensabile, infatti,  che Tortona non possa avere voce in capitolo in questo argomento e lo abbiano, invece, Comuni molto più piccoli.

Ma cos’è il Contratto di fiume per tutelare lo Scrivia approvato dalla Giunta con questa clausola??

Si tratta di un dal Piano di Tutela delle Acque che ha diversi obiettivi fra cui il raggiungimento di buona qualità ambientale, riduzione dell’inquinamento delle acque e salvaguardia dell’ambiente acquatico e degli ecosistemi ad esso connessi, il mantenimento della biodiversità e il potenziamento di quella esistente, l’ uso sostenibile delle risorse idriche, il mantenimento del deflusso minimo vitale per consentire la salvaguardia dell’ecosistema fluviale e la continuità degli habitat, il miglioramento della fruizione turistico/ambientale del fiume e delle aree limitrofe, la riqualificazione del sistema ambientale e paesistico e dei sistemi insediativi, il coordinamento con gli interventi di riduzione e prevenzione del rischio idraulico e molti altri.

Uno dei lavori a cui parteciperanno gli enti interessati e i Comuni rivieraschi sarà quello di predisporre e un documento generale sullo Scrivia contenente criticità, conoscenze, risorse del territorio, politiche, progetti e azioni in atto.

“Un documento – si legge nel Protocollo d’intesa – che deve costituire la base per la definizione di uno scenario strategico di sviluppo sostenibile per il futuro assetto dell’area del bacino dello Scrivia. Tale elaborato rappresenta, anche, il documento di riferimento per tutte le attività di consultazione e condivisione che saranno attivate sul territorio.”

Il Contratto di Fiume del Torrente Scrivia vuole essere il collante tra due realtà appartenenti a Regioni diverse ma facenti parte dello stesso bacino, al fine di procedere verso una gestione territoriale omogenea.

 6 marzo 2013