La figura di Galileo Galilei è ben centrata da Enrico Bellone di Tortona, professore di Storia della Scienza in varie Università della Penisola, nel suo libro: “Galileo le opere e i giorni di una mente inquieta” edizioni Le Scienze per la collana I Grandi della Scienza, distribuito nelle edicole.

L’autore pone nettamente in distinzione il mondo di carta ed il mondo sensibile, ossia scinde i risultati ricavati dagli esperimenti concreti da quelli semplicemente dedotti, senza la materiale possibilità di essere realizzati.

Galileo, al tempo suo, aveva a disposizione pochi strumenti, quei pochi sono stati da lui stesso costruiti con l’aiuto della fantastica manualità di Marco Antonio Mazzoleni, il suo più stretto collaboratore; eppure, con questo poco, ha trovato un immenso mondo situato attorno alla Terra, rivoluzionando il mondo scientifico.

La sua fama si è diffusa dapprima nella sfera degli addetti ai lavori successivamente, essendo studi di immenso interesse, ha contagiato il resto dell’umanità con diverse prospettive.

Lo scienziato pisano è conosciuto per aver diffuso il metodo sperimentale, nonostante molti prima di Lui lo abbiano conosciuto, sperimentando le scarse conoscenze fisiche.

Galileo supera, oltrepassa lo scibile del suo tempo, contribuisce alla nascita della scienza moderna non soltanto sulla base di esperimenti, piuttosto su certezze filosofiche concrete, dimostrabili in ogni momento seppur con difficile realizzazione, con le tecnologie possibili concretizzate nel milleseicento.

L’innovazione principe, di questo grande italiano, è stata quella di aver trovato il rapporto personale fra osservazione, teoria, pratica, ecc… elementi ben combinati nel contesto dei suoi studi, delle sue scoperte, senza dimenticare la capacità di superare manualmente, sia sua come del suo aiutante Mazzoleni, ogni ostacolo emergente in laboratorio, attraverso accorgimenti geniali da stupire gli addirittura gli studiosi, anche i più preparati di oggi, magari con tanto di ottimi attestati.

Ha lasciato in eredità un patrimonio notevole di minuziose ottime descrizioni degli esperimenti compiuti, delle osservazioni effettuate, correlate da tanto semplici quanto efficaci disegni, schizzi, progetti, didascalie: un valore scientifico – letterario non sempre facile da comprendere, per l astrusità della materia, seppure di grande diffusione.

Le pagine scritte dal tortonese Enrico Bellone non sono di facile interpretazione, in compenso ha saputo consegnare alla portata di molti lettori la figura di un grande italiano, ancora troppo sconosciuto.

Franco Montaldo

 10 marzo 2013