Il bando di vendita dell’Asmt e delle Reti del gas prevedevano che l’acquirente versasse in unica soluzione la somma offerta all’asta e che venisse effettuato l’atto di compravendita. In caso di inadempienza che le caparre fossero incamerate e l’atto dichiarato nullo.

Il Comune, vista la carenza di soldi della Ariet ha deciso invece diversamente, concedendo una dilazione all’acquirente. Ma così facendo non sono state violate le norme del bando? La domanda appare logica.


La giustificazione del municipio è dettata dal fatto che incamerare la cauzione e dichiarare nullo il bando consentirebbe di incassare 500 mila euro ma di perdere, forse definitivamente, la possibilità di vendere reti e Asmt incassando oltre 7 milioni di euro.

Quindi si è trovato un’escamotage per non perdere l’acquirente, ma è giusto violare le norme di un bando per favorire la città? E’ un comportamento onesto oppure il Comune avrebbe dovuto seguire la normativa prevista dal bando?

E’ o non è un a violazione della legge? E se lo fosse, è giusto che un Comune, organo dello Stato, che dovrebbe essere l’esempio della trasparenza scelga di agire in questo modo?

Come si può pretendere onestà dai cittadini nel pagare le tasse se il Comune, per primo, non rispetta le norme?

Oppure per salvare la città da possibili situazioni spinose che potrebbero creare problemi di stabilità era giusto operare in questa maniera? Ma davvero il fine giustifica i mezzi?

 13 marzo 2013