In merito alla polemica sollevata dal presidente provinciale dell’UNPLI e ripresa da certi organi di stampa in riferimento alla questione IAT è opportuno fare semplicemente chiarezza su funzioni e competenze, evitando quella confusione di ruoli che la polemica evidenzia e che da sola basta a dar ragione del perchè l’amministrazione comunale ha scelto di non proseguire la collaborazione

Gli accordi con l’amministrazione comunale prevedevano che l’UNPLI e la Strada del Vino potessero giovarsi di due uffici all’interno del Palazzo Guidobono per utilizzarli come sede della loro attività. Come contropartita hanno assicurato l’apertura dell’Ufficio IAT con loro personale qualificato (2 persone) e, contestualmente, nei medesimi orari di apertura dello IAT, garantivano l’accesso del pubblico alle iniziative espositive organizzate dall’amministrazione comunale, direttamente od in partenariato con altre associazioni culturali. Avevano anche facoltà di proporre progetti ed iniziative all’amministrazione comunale oltre che, ovviamente di gestirne di proprie in totale autonomia sotto la loro esclusiva egida.

A fronte di ciò l’amministrazione comunale ha riconosciuto un contributo di 12.000 euro annui a parziale copertura delle spese che le associazioni si trovavano a sostenere per garantire il servizio informativo e l’apertura al pubblico. L’accordo in sé garantiva economicità evidenti a tutti i soggetti coinvolti, nell’interesse della città che ha così fruito di un punto informativo a disposizione dei turisti (quello era il suo compito primario) e di un polo espositivo che negli ultimi due anni ha continuato pressoché ininterrottamente ad offrire iniziative espositive di varia natura e livello.

A parte la mostra pittorica, che non è stata negata ma semplicemente avrebbe dovuto attendere la lunga lista di proposte precedenti da smaltire, e la proposta di esporre i vini nella sale seminterrate di Palazzo Guidobono, da tempo destinate ad altri usi e soggette a particolari tutele, non risultano proposte rifiutate ma solo proposte mancate.

Una cosa quindi è il lavoro svolto in merito ai servizi informativi turistici, altra cosa sono le iniziative, le attività e le proposte che le singole associazioni potevano svolgere in totale autonomia.

E qui si collocano le iniziative realizzate dall’UNPLI ora per conto del Consorzio Tutela Vini nell’ambito di progetti di promozione vitivinicola ora per conto di talune Pro Loco, ora in contesto UNPLI a volte con operatori in capo al relativo Tour Operator di quell’Ente con le quali si partecipava a Fiere ed esposizioni in Italia ed all’estero, portando prodotti e vini locali ma in assoluta autonomia e senza alcun coinvolgimento formale o fattuale dell’amministrazione comunale. Al momento dell’accordo l’UNPLI vantava molte iniziative in progetto quali i corsi di formazione per le Pro Loco, la sede del servizio civile internazionale per il nord Italia, il tour operator dedicato e, più in generale, una ampia ricaduta sul territorio tortonese conseguente al fatto di avere un coordinamento regionale presso il nostro comune.

Ma questa è l’attività propria dell’UNPLI sulla quale l’amministrazione comunale era ben lieta di poter avere ricadute indirette ma sulla quale nulla poteva e nessuna interferenza si è mai permessa di mettere in atto.

Su queste iniziative l’UNPLI aveva piena autonomia di comunicare, pubblicizzare fare e disfare a suo piacimento. Se le cose non sono andate come si aspettava, se Sapori & Saperi o altro non si è potuto più fare per mancanza di risorse o talune cose sono costate dei soldi personali ai suoi organizzatori, se non c’erano iniziative proprie da comunicare o si è scelto di non comunicarle, se i soggetti istituzionali e non che prima sostenevano determinate iniziative hanno scelto o si sono trovate nella condizione di non poterlo più fare, questa è responsabilità tutta dell’UNPLI, verso la quale il Comune ha sempre, magari talvolta con ritardo, onorato i propri impegni. Nè ha mancato di mettere a disposizione le sale quando servivano per i corsi alle Pro Loco o di consentire l’utilizzo delle sale di Palazzo Guidobono che erano disponibili.

Ma non si può certo imputare al Comune le difficoltà proprie, in un puro stile “piove, governo ladro” che mai come ora è uno stridente anacronismo. Né si ritiene che aver deciso di provare a rimettere ordine per ripartire, pur tra mille difficoltà e problemi, possa essere di per sè considerata una colpa.

Comune di Tortona

7 marzo 2013