Nonostante la “sospensione normativa” che rimanda a fine anno il processo di riordino delle province e delle funzioni e servizi che anche la Provincia di Alessandria eroga alla popolazione del territorio (lavoro, trasporti, viabilità, ambiente, edilizia scolastica, agricoltura, ecc.), grande preoccupazione desta tra i lavoratori la situazione dell’ente.

Da una parte i tagli draconiani dei precedenti due Governi ai trasferimenti agli enti locali e alle province, che si è tradotto per la Provincia di Alessandria in quasi 5,4 milioni di euro di taglio sul 2012 a bilancio preventivo appena approvato, a seguito dell’emanazione del decreto di revisione della spesa del luglio 2012 e che sul 2013 si tradurrà per le provincie italiane (a seguito dell’approvazione della Legge di Stabilità 2013) in un taglio da 1200 milioni di euro che per l’ente Provincia sul 2013 potrebbe voler dire il doppio del taglio, anche se ad oggi manca un decreto ufficiale che ne determini l’ammontare.

Dall’altra l’incertezza sul Governo che verrà (?) e gli orientamenti delle forze politiche che lo sosterranno su spesa pubblica, pubblico impiego, salvaguardia dei livelli occupazionali e dei servizi pubblici.

Poi ci sono i crediti vantati dall’ente nei confronti di Stato e Regione, più o meno esigibili, la non trasparenza su scelte, obiettivi di quadratura del bilancio, prospettive, nell’informazione alle parti sociali su personale e relativi tagli che già, a contrattazioni aperte e con atti unilaterali adottati dall’Amministrazione Provinciale, hanno prodotto i loro effetti su precari (a casa), personale del comparto e dirigenza, senza equità, secondo la Fp Cgil, e senza la chiarezza di un disegno complessivo sul futuro dell’ente da parte della Giunta, che al tavolo sindacale non è stato mai portato e quindi non è mai stato oggetto di confronto vero tra delegazione trattante e OO.SS. e RSU.

La Fp Cgil è ben consapevole del complicatissimo momento che vivono gli enti locali rispetto a tagli inaccettabili che scaricano su territori cittadini e lavoratori gli effetti della crisi, ma ribadisce che, a fronte di un disegno chiaro e che dia prospettive certe di continuità dei servizi e occupazionali a chi lavora per farli funzionare, chi ha di più deve dare di più in proporzione al reddito percepito, a partire dai costi della politica (che peraltro ha dato un contributo minimo rispetto ai tagli sul personale del comparto) e della dirigenza.

Ci pare di scorgere una sempre maggiore distanza tra chi governa l’ente Provincia, forse troppo impegnato altrove, ed i problemi quotidiani dei lavoratori e del territorio. Non vorremmo che ci sia una scadenza temporale, già prefissata, oltre la quale le questioni irrisolte e non chiarite si scaricheranno su coloro che rimarranno.

Claudia Stinco – Segreteria Prov.le Cgil

 10 marzo 2013