I gruppi di maggioranza consiliare (PD, Moderati, Lista Civica ‘Insieme per Rita Rossa’ e SEL) che si sono riuniti immediatamente dopo la conclusione del Consiglio Comunale di venerdì hanno commentato quanto accaduto nel corso dell’Assemblea:

Marica Barrera

Marica Barrera

“Quel che è successo durante il Consiglio Comunale di oggi è sconcertante – recita una nota dei capigruppo – alcuni lavoratori di un’azienda come l’Amiu, che è stata letteralmente ridotta alla fame dopo che per ben tre anni la Giunta Fabbio non le ha conferito i 52 milioni della Tassa sui Rifiuti che gli alessandrini avevano inutilmente pagato, hanno applaudito proprio gli artefici della tragedia che li colpisce personalmente. Gli stessi hanno, invece, inveito contro gli attuali amministratori che negli ultimi 8 mesi hanno trasferito all’Amiu quasi 10 milioni di euro proprio per garantire – a dispetto della situazione tragica delle casse comunali – che i loro salari fossero pagati regolarmente e che si creassero le basi per il mantenimento del loro posto di lavoro.”


Secondo la maggioranza è stato un po’ come vedere dei sequestrati applaudire chi li aveva ridotti in prigionia e fischiare chi li liberava.

“Si tratta di un fatto inaccettabile – si aggiunge nella nota –  non solo politicamente ma anche eticamente. Proprio nella stessa settimana in cui l’ex sindaco Fabbio viene ridicolizzato ed inchiodato alle proprie responsabilità e alla propria palese malafede in trasmissioni televisive che hanno messo alla berlina la nostra città di fronte a tutto il Paese, qui da noi la realtà e la responsabilità vengono completamente ribaltate. Chi si è fatto carico di gestire Alessandria nonostante la gravità di un dissesto che ha responsabilità precise oggi al vaglio della Magistratura e della Corte dei Conti può forse aver compiuto errori, accumulato ritardi e dato segni di incertezza di fronte ad una situazione del Comune, delle Aziende partecipate e della nostra comunità la cui gravità si poteva immaginare ma che, ad ogni giorno, si rivelava molto peggiore del previsto. Ma niente e nessuno potrà mettere in dubbio la nostra buona fede e la nostra buona volontà a fronte di chi ci ha ridotto in questa situazione. Non sarà la malafede degli ipocriti e l’incoscienza di pochi male informati a metterle in discussione”.

14 marzo 2013