Roberto Bolle

Roberto Bolle

Può essere considerato uno degli eventi più importati della stagione: stiamo parlando del balletto Notre-Dame de Paris” in programmazione al teatro “La Scala” di Milano con Roberto Bolle il più famoso ballerino italiano. La “prima” dello spettacolo è andata in scena domenica, mentre la prima delle 8 successive repliche è prevista per Giovedì 14 febbraio, alle 20, giorno di San valentino, festa degli innamorati.

La multisala Megaplex Stardust trasmetterà in diretta sul maxischermo in Alta definizione il balletto con le immagini dirette dal teatro milanese.


Si tratta di un evento unico ed eccezionale. Le prenotazioni dei biglietti sono già aperte.

Notre Dame de Paris – che torna in scena alla Scala dal 10 febbraio dopo oltre dieci anni dalle precedenti rappresentazioni – è un balletto importante per Roland Petit e per il pubblico, da sempre affezionato alle grandi storie. La cifra originale e assolutamente inconfondibile di Petit si svela qui nella sua interezza: la narrazione c’è ma è moderna, con una mimica molto diluita; la fonte letteraria c’è ma è filtrata attraverso quella leggerezza e quella eleganza che hanno contraddistinto tutti i lavori del grande maestro recentemente scomparso. E soprattutto c’è tanta danza, per tutti.

Notre Dame de Paris infatti è il primo balletto che Petit crea (nel 1965) per l’Opéra di Parigi, dove si era formato e che aveva abbandonato dopo la guerra. Dopo balletti ispirati al music-hall o di un colorato neoclassicismo, ora si dedica a un classico della letteratura francese, Notre dame de Paris (1831) di Victor Hugo. Si è posto evidentemente il problema di impiegare le grandi risorse dell’Opéra, e cioè corpo di ballo, solisti, étoiles. Così ci sono grandi sequenze per tutti, per le masse, i protagonisti e i comprimari. La grande variazione di Esmeralda ha fatto parte per molti anni (e forse fa parte tuttora) dei pezzi danzati regolarmente nei passi d’addio delle ballerine. Il “mostro” Quasimodo è sagomato come un personaggio tenero, che nessun grande ballerino ha mai disdegnato di interpretare.

Il romanzo di Victor Hugo è uno dei capolavori della letteratura romantica, un romanzo estremamente cupo che Petit alleggerisce anche vestendolo dei colori squillanti e raffinati dei costumi di Yves Saint-Laurent, ambientandolo in una scenografia stilizzata ma di grande suggestione, delineando quattro personaggi-perno della vicenda drammatica e utilizzando il corpo di ballo in modo non decorativo, ma fortemente espressivo.

 11 febbraio 2013