L’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio Comunale prevedeva la discussione di una mozione sulla continuità assistenziale e un’interrogazione su quale sarà il futuro del nostro Ospedale. Avevo deciso di presentare questi 2 argomenti per fare chiarezza sugli sviluppi della Sanità nel nostro Distretto, visto che sono in atto cambiamenti nel nostro Ospedale, ma nessuno ha comunicato ufficialmente quali saranno. Decisi di ritirare sia la mozione che l’interrogazione dopo la notizia del convegno cittadino previsto per il 28 gennaio in cui la Dirigenza dell’ASL Al avrebbe parlato del futuro del nostro Ospedale e collegato a questo lo sviluppo del piano territoriale.

L’incontro c’è stato, i Dirigenti ASL Al hanno affrontato la platea, ma non è stata data alcuna notizia sul futuro che attende il nostro Ospedale:

– non è stato chiarito che cosa significhi integrazione Ospedale Tortona – Novi

– non sappiamo quali reparti resteranno a Tortona e quali andranno a Novi

– non sappiamo se saranno potenziati i reparti che resteranno e nemmeno come saranno utilizzate tutte le attrezzature recentemente acquisite – peraltro costose – in uso presso l’ospedale di Tortona

– non abbiamo avuto notizie neppure sulla sorte del punto nascita tranne che Tortona è sotto i 500 parti previsti dalla Regione e quindi non affidabile: ma allora tutti i nati a Tortona fino ad oggi sono stati favoriti dalla sorte se sono nati sani? L’aver più che raddoppiato le nascite in 10 anni (nei primi anni del 3° millennio i parti a Tortona erano circa 200 o poco più all’anno) non è sufficiente a dimostrare le capacità dei nostri medici che hanno saputo recuperare la mobilità passiva verso Voghera?

– il trasferimento del punto nascita è inscindibile dal trasferimento della divisione di Ostetricia e Ginecologia così non solo non nasceranno più bambini a Tortona, ma le donne dovranno spostarsi fuori città per qualsiasi problema e allora è sempre la donna ad essere penalizzata : sia nella gioia per la nascita di un figlio sia nella difficoltà di una malattia sua o di un familiare; non è certo un esempio di modernità né di pari opportunità di cui oggi tanto si parla;

– con una senologia di eccellenza come l’ha definita il Direttore Generale – ma lo sapevamo già – il togliere la ginecologia creerebbe problemi in quanto tutte le pazienti vengono regolarmente seguite dal ginecologo e il 70% dei tumori al seno è ormonodipendente per cui vengono utilizzati farmaci che richiedono visite ginecologiche seriate nel tempo e sempre associate ad ecografie specifiche (misurare lo spessore dell’endometrio, cioè la parete dell’utero)

– abbiamo solo avuto la conferma che la riabilitazione resterà a Ovada – mentre era stata promessa a Tortona – e verrà lì potenziata, ma non è stato spiegato il motivo del cambio di programma

Se ottiene chi grida di più mi viene da dire che siamo capaci tutti a gridare, ma non è la maniera di realizzare un Ospedale integrato e meno ancora è la maniera di organizzare il servizio sanitario.

Non è neppure razionale non considerare che Tortona è città di confine e i cambiamenti che sono in atto e nell’aria possono solo favorire la mobilità passiva verso la Lombardia.

 Maria Cristina Ottone – Gruppo Misto

4 febbraio 2013